Fase 2, asilo e nido verso riapertura: "Gruppi da 3 e senza giocattoli"

Il piano del governo per la riapertura di scuole materne e asili nido a giugno: ingressi scaglionati e niente giocattoli da casa

La scuola materna e gli asili nido potrebbero riaprire a giugno. È questa l'ipotesi al vaglio del Governo che, proprio in queste ore, sta valutando la possibilità di consentire ai più piccini di ricongiungersi con i propri coetani dopo ben 2 mesi di confinamento domiciliare.

Alla fine, tra mille dubbi e non poche perplessità, pare che il premier Giuseppe Conte abbia deciso di fare un passo indietro: "Occorrerà valutare la possibile riapertura, in modalità sperimentale, di nidi e scuole dell'infanzia, oltre ai centri estivi ed altre attività ludiche ed educative destinate ai nostri bambini", ha riferito nel corso dell'informativa parlamentare di giovedì 30 aprile. Al momento, si tratta solo di una proposta poiché spetterà al comitato tecnico scientifico valutare la praticabilità del piano designato dal ministero della Famiglia in accordo con quello dell'Istruzione. I pressuposti per una ripartenza in sicurezza non mancano ma a dire l'ultima parola sarà la task force Colao.

Gruppi piccoli e niente giocattoli da casa

I dettagli del programma che coinvolgerà i più piccoli nella 'fase2' sembrerebbe già in via di definizione. L'idea è quella di utilizzare strutture adibite generalmente a scuole materne e asili nido per ospitare bambini fino ai 6 anni. Dunque, non si tratta di un vero e proprio ritorno tra i banchi ma di campi estivi dove poter praticare attività ludiche e ricreative. I partecipanti saranno suddivisi in piccoli gruppi - da 3 o da 6 - e affidati sempre allo stesso educatore. L'ingresso sarà scaglionato secondo dei turni ben precisi e i genitori dovranno limitarsi ad accompagnare i propri figli fino alla porta di accesso ai locali: chiunque si avvicinerà dovrà disinfettarsi e sottoporsi al controllo della temperatura. Il personale avrà l'obbligo di indossare la mascherina mentre i bambini potranno farne a meno. Infine, saranno predilette attività all'aria aperta - in cortile, ad esempio - e non si potranno portare giocattoli da casa. "Metteremo a disposizione cortili e palestre delle scuole a giugno, luglio e agosto", ha detto la ministra dell'Istruzione Luca Azzolina prospettando di prorogare l'iniziativa per tutta la durata dell'estate.

Il personale

Il nodo più intricato della vicenda resta quello del personale a cui affidare i bambini. In estrema sintesi, il dubbio è se affidarli agli educatori degli asili o reclutare operatori del terzo settore. In alternativa, il servizio potrebbe essere affidato a cooperative esterne. Tutto dipenderà dalle volontà delle famiglie e dalle richieste di partecipazione che giungeranno (le modalità di iscrizione al campo estivo saranno eventualmente definite nella fase successiva). L'idea è che molti potrebbero scegliere di trattenere ancora un po' i figli a casa o, in caso di necessità, ricorrere al congedo parentale dal lavoro. Insomma, è tutto ancora da decidere.

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