Cronache

Fedeli: "Posso fare il ministro anche senza laurea. Ho lavorato nel sindacato"

Dopo lo scandalo sulla finta laurea e il mancato diploma, Valeria Fedeli tenta di difendersi in un'intervista a Repubblica: "Il mio metodo da quarant'anni è l'ascolto, mi aiuterà anche qui"

Fedeli: "Posso fare il ministro anche senza laurea. Ho lavorato nel sindacato"

"Posso fare la ministra - ministra, ci tengo - anche senza laurea dopo una vita così intensa nel sindacato, sono stata apprezzata, promossa, chiamata a Roma, poi a Bruxelles a guidare il sindacato europeo dei tessili".

Inizia così la lunga intervista che il ministro Valeria Fedeli ha rilasciato a Repubblica. Dopo lo scandalo della finta laurea in Scienze sociali sul suo curriculm e poi la scoperta del mancato diploma, il neoministro dell'Istruzione tenta di minimizzare la bufera che si è abbattuta su di lei. "Ho contribuito a salvare grandi aziende, ho portato nella Cgil le competenze dei ricercatori della moda, mi sono occupata di Wto e dei round per far entrare i cinesi nel commercio internazionale. Sono diventata vicepresidente del Senato e ora sono qui, al ministero dell'Istruzione, e fino a quando questo governo esisterà cercherò di migliorare la scuola, l'università e la ricerca italiana 24 ore al giorno".

Interpellata ancora sul tema della laurea, la Fedeli continua a mischiare le carte in tavola: "Non ricordo il curriculum con la dicitura laurea, ma quello con su scritto diploma di laurea, rilasciato dopo tre anni dall'Unsas, è stato solo una leggerezza. La laurea è una cosa a cui non ho mai pensato. Ho 40 anni di vita rigorosa nel sindacato, non ho mai usato quel diploma, sono stato sempre una distaccata di settimo livello, maestra d'infanzia distaccata".

Ma non appena il giornalista di Repubblica le fa notare che il giorno dopo le polemiche il suo curriculm è stato modificato - sintomo che c'era qualcosa da nascondere - la Fedeli ribatte: "Io non mi sono laureata perché il sindacato mi ha preso e portata via, è diventata la mia vita. Non una carriera, la vita. Alla laurea non ho mai pensato. Nel 1987 avrei potuto equiparare quei tre anni come assistente sociale al titolo di laurea, ma non l'ho fatto perché era fuori dal mio mondo. Riunioni, incontri con gli operai, viaggi a Bruxelles, e chi l'aveva il tempo per la laurea? Dopo i tre anni di superiori ho fatto la maestra d'infanzia. Ero giovanissima. E il fatto che abbia voluto studiare per altri tre anni alla scuola per assistenti sociali senza averne bisogno, avevo già un'occupazione, dimostra che il gusto della conoscenza l'ho sempre avuto".

"Non si sentirà in difficoltà quando dovrà incontrare una docente ancora precaria con due lauree o parlare di Technopole con la scienziata Elena Cattaneo?" - conclude il giornalista. "Il mio metodo è l'ascolto e ascolterò con attenzione chi ha competenze straordinarie - risponde il ministro. Cresceranno le mie. Ascoltare, capire, conoscere. Quarant'anni di applicazione di questo metodo mi aiuteranno anche al ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca".

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