Quindi, oggi...

Figuraccia Lamorgese sui migranti, Greta tifa nucleare e Putin: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: le grandi battaglie del Pd, Meta "gruppo terroristico" per la Russia e i neoeletti grillini

Figuraccia Lamorgese sui migranti, Greta tifa nucleare e Putin: quindi, oggi...

- Enrico Letta, l’uomo che sussurrava alle sconfitte elettorali, prova a recuperare terreno con un sit-in di fronte all’ambasciata russa. “Sit-in” è sinonimo di partiti senza seguito, costretti ad arrabattarsi per una prima pagina dei giornali. Penoso

- La Repubblica chiede alle donne del Pd di fare la rivoluzione, il tutto mentre la prima donna leader di un partito si appresta a diventare la prima donna premier della Repubblica. Penoso, pure questo

- Intesa San Paolo lancia la mini giornata lavorativa di quattro giorni. Nemmeno la Cgil con gli scioperi mirati è mai arrivata a tanto. Chapeau

- nessuno si indignerà se il Fatto quotidiano definisce Casellati e Ronzulli le “colf” di Berlusconi. Perché le donne non si possono denigrare, tranne se sono di centrodestra

- che poi Di Maio ha fatto un solo errore, davvero grave: fidarsi del Pd e dei giornali, che di scissioni - chiedere a Fini, Alfano e compagnia cantante - non ci hanno mai capito una mazza

- tal Orfeo Mazzella, neoeletto del Movimento Cinque Stelle, arriva per la prima volta al Senato e dice di essersi sentito “accolto con gentilezza e informalità”. Una roba normalissima, che però lui spaccia per “il volto umano del Palazzo”. Era meglio quando mandavano tutti a quel paese

- il Viminale è riuscito a “ricollocare” in Ue 74 migranti. Sono finiti in Germania: già alcuni ne erano stati mandati in Francia e altri verranno spediti prima o poi sempre tra Parigi e Berlino. Facendo i conti della serva, visto che sul sito del Viminale un dato non l'abbiamo trovato, parliamo se va bene di 300 migranti ricollocati. Nel frattempo, vi segnalo che nel 2022 ne sono sbarcati 73.941. Non mi pare una grande idea spacciare un meccanismo così lento e farraginoso come grande operazione di solidarietà se nel frattempo fai entrare frotte di clandestini a gogo: fai più bella figura a far finta di nulla. Una cosa è certa: non rimpiangeremo Lamorgese

- clamorosa decisione della Russia, che dopo aver di fatto chiuso Instagram e Facebook adesso dichiara come “organizzazione terroristica e estremista” la società Meta, la mamma dei social di mr. Zucherberg. Si tratta di una roba orribile, ovviamente, smaccatamente illiberale. Ma tutto sommato non così diversa dalla decisione di Twitter di cacciare Trump

- sentite qui. L’ufficio stampa del Pd fa sapere alle agenzie che il partito sta preparando la sua opposizione in Parlamento. E indovinate un po’ cosa cercheranno di fare? Due novità assolute: ddl Zan integrato (si vede che come l’avevano scritto non faceva abbastanza schifo), matrimonio gay egualitario, voto ai fuori sede, salario minimo e ius scholae. Cioè la solita minestra riscaldata, che in 10 anni al governo si son ben guardati dall’approvare. Mi pare arduo riconquistare voti così. Che ne dite?

- Greta Thumberg è meno estremista dei nostri ambientalisti. L’attivista parlando delle centrali nucleari in Germania ha detto che “sarebbe un errore spegnerle”. Vista la crisi energetica, bisogna scegliere il meno peggio. E piuttosto che bruciare carbone, allora meglio l’odiato nucleare. Ditelo ai nostri Bonelli&co

- pare che Elon Musk prima di pubblicare il suo “piano di pace” abbia parlato direttamente con Vladimir Putin. Lo sostiene il politologo Usa Brenner, il quale l’avrebbe saputo proprio dal boss di Tesla. Secondo Elon, lo Zar sarebbe disposto a negoziare ma ad alcune condizioni: una Crimea russa, la neutralità dell'Ucraina e il riconoscimento dell'annessione delle regioni di Luhansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. Non so se è vero, eh. Ma se la diplomazia mondiale finisce col farla Elon, beh: mi sa che siamo messi male

- Zac Efron abbandona il veganesimo e torna a mangiare ciccia a gogo. Bentornato tra noi, Zac

- intanto Zelensky parla al G7 e sbatte un’altra porta in faccia ai negoziati. I leader stanno con Kiev: gli Usa intendono aiutarlo a vincere la guerra e “sarà lui a decidere quando sedersi al tavolo delle trattative”. C’è un grosso però: oggi Volodymyr ha fatto sapere che non intende trattare con il signor Putin. Né oggi né mai. Ha detto che potrà farlo solo se cambia leadership al Cremlino. Dunque le opzioni sono due: o crolla tutto a Mosca, magari con l’aiutino esterno per il regime change; oppure la pace non la vediamo neppure in figurina. Non so perché, ma vedo più probabile la seconda opzione

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