Firenze: violentatore rumeno incastrato per un secondo episodio dall'esame del Dna

La Belva del Varlungo, il violentatore rumeno già in carcere per uno stupro a Firenze, viene accusato formalmente di un altra violenza grazie ai risultati positivi del test del dna ricavato dalla vittima.

Firenze: violentatore rumeno incastrato per un secondo episodio dall'esame del Dna

La “Belva del Varlungo” così viene soprannominato ormai il rumeno Arnaut Mustafa, già in carcere a Sollicciano (Firenze) per lo stupro avvenuto nel Settembre scorso ai danni di una giovane ragazza di origini mongole nella zona di Varlungo a Firenze e adesso formalmente accusato anche dello stupro di un'altra donna straniera avvenuto il 23 Giugno scorso.

L'esame di Dna non lascia dubbi: le tracce corrispondono a quelle del detenuto rumeno, che è sospettato di altri due casi di stupro avvenuti sempre a Firenze.

Il primo è avvenuto a Ferragosto 2017 quando una donna italiana è stata afferrata improvvisamente per un braccio e trascinata in un prato dove è stata costretta ad un rapporto completo con un uomo che dalla descrizione della vittima sembra combaciare proprio con il rumeno.

Il secondo episodio invece è più recente, risale al Giugno scorso, pochi giorni prima dell'aggressione alla donna giapponese per cui è già stato accusato. In questo caso l'aggressione ai danni di una sudamericana è stata interrotta da una macchina che si è farmata nei pressi del luogo ma il dna dell'aggressore è stato comunque raccolto nell'ospedale in cui si è recata la vittima, potendo quindi incastrare nuovamente la “belva del Varlungo”.

Le indagini della squadra mobile e dei carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Beatrice Giunti, non si sono ancora fermate quindi e se le ipotesi fossero confermate come in quest'ultimo caso, il rumeno sarà accusato di tutti e quattro gli efferati stupri avvenuti nell'ultimo anno e mezzo a Firenze.

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