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Oksana e il perché delle Paralimpiadi

Sabato cominciano i Giochi di Milano Cortina: la Masters è uno dei simboli dello sport e degli atleti con disabilità, ma soprattutto uno dei motivi per accendere la Tv per celebrare la vita

Oksana e il perché delle Paralimpiadi
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Certo, stiamo vivendo ore difficili nel mondo. E magari tendiamo a pensare che la nostra vita sia diventata maledettamente complicata, anche se certe cose le vediamo solo alla Tv. E allora un rimedio c’è: le Paralimpiadi invernali. Che cominciano questo sabato e che ci metteranno davanti storie come quelle di Oksana Masters, 37enne americana che è una dei simboli di questi Giochi.

Perché Oksana è ucraina di nascita, di una città a poche ore da Chernobyl, e le difficoltà le conosce da sempre: venuta al mondo con gravi malformazioni congenite, ha gambe di lunghezza diversa e prive di tibie, cinque dita palmate per mano, sei dita per piede e un solo rene, questo per dire cosa possono fare le radiazioni nucleari. Vissuta in orfanotrofio fino a sette anni, è stata adottata da una docente statunitense americana, e negli States ha scelto lo sport come ragione di esistenza: comincia dal canottaggio per diventare una leggenda di sette Paralimpiadi – estive ed invernali - in quattro discipline (Para Rowing, Para Ciclismo, Para Biathlon e Para Cross Country Skiing), con 17 medaglie complessive conquistate.

Il primo podio arriva a Londra 2012 con il bronzo nel Para Rowing, ma è a Pechino 2022 che la sua storia entra nella leggenda: sette gare, sette medaglie, un primato assoluto che la rende l’atleta paralimpica statunitense più vincente di sempre ai Giochi invernali.

Ora sarà a Milano Cortina, e se pensate che questi Giochi non siano alla pari di quelli conclusi, provate ad accendere la Tv e cambiare per una volta canale dagli orrori del mondo: scoprirete che questa vita così complicata vale comunque sempre la penna di essere vissuta. Oksana e gli atleti come lei sono lì ad aspettarvi per dimostrarvelo.

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