Foggia, il vento spazza via la tendopoli dei migranti

È accaduto nel "Gran Ghetto" dove, dopo l'incendio dello scorso 3 dicembre, i migranti erano stati sistemati nelle tende

Foggia, il vento spazza via la tendopoli dei migranti

Le forti raffiche di vento hanno abbattuto la tendopoli allestita per gli immigrati a Rignano Garganico, un Comune in provincia di Foggia. Le immagini sono chiare, non hanno bisogno di molte parole.

Lo scenario sembra quasi apocalittico dopo le allarmanti condizioni meteo che si sono abbattute ieri in tutta la Puglia, in particolare nel Foggiano dove a pagarne le conseguenze sono stati soprattutto gli immigrati.

Lo scorso 3 dicembre in quello che viene chiamato il "Gran Ghetto", un incendio distrusse circa duecento baracche. Dopo un sopralluogo del ministro delle politiche agricole, la pugliese Teresa Bellanova, e il ministro degli Interni, Luciana Lamorgese, si decise di allestire alcuni nuovi alloggi con tende e container "per far passare l'inverno".

Peccato, però che le due ministre, in accordo con la Regione Puglia, non avessero preso in considerazione il vento che ogni anno si abbatte sulla provincia di Foggia.

"Sono circa cento le persone che ora si trovano senza un alloggio" ha dichiarato a ilGiornale.it Paolo Di Nunzio, vicepresidente della federazione regionale "La Misericordia".

Gli immigrati rimasti senza un tetto sulla testa (se di tetto vogliamo parlare) potrebbero tornare a vivere nelle baracche del ghetto. Oggi è previsto un sopralluogo del vice prefetto di Foggia, Ernesto Liguori, e si decideranno le sorti dei circa cento migranti.

"Sono sei i volontari della Misericordia impegnati giornalmente nel ghetto e si occupano della logistica. Ieri, per la situazione di emergenza, sono intervenute quattordici persone" ha continuato Di Nunzio.

Le condizioni meteo delle ultime ore, in tutta la Puglia, come detto, non sono state per nulla rassicuranti. In particolare nella provincia di Foggia, come si legge sul quotidiano locale "l'Immediato", ci sono state raffiche di vento fino a cento chilometri orari.

Lungo le strade sono stati sradicati alberi secolari e un grosso masso si è staccato dal promontorio montuoso del Gargano e per poco non è finito sulle auto in circolazione. Il maltempo, come annunciato dai metereologi, non farà sconti su gran parte della Puglia, ma soprattutto nella zona dauna, fino a venerdì 7 febbraio.

Si riaccendono, così, i riflettori su quella che è considerata la più grande baraccopoli d'Italia nata circa vent'anni fa e che ancora oggi è tra le più popolose. Con la sistemazione delle tende e dei container i migranti pensavano, probabilmente, di poter vivere in alloggi più decorosi e sicuri. Ma le condizioni meteo hanno spazzato via anche questa illusione.

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