"Ora servono misure più dure". Già tutto pronto per la serrata?

Il Comitato tecnico scientifico avrebbe suggerito al governo di non andare oltre la soglia dei 250 casi, altrimenti situazione ingestibile

"Ora servono misure più dure". Già tutto pronto per la serrata?

Secondo fonti del Cts, il Comitato tecnico scientifico, con le scuole chiuse servirebbero anche misure più dure. La situazione pandemica che sta vivendo l’Italia in questo momento richiederebbe forse un lockdown duro, ma se questo non è possibile da attuare, vanno decisi necessariamente dei lockdown circoscritti, ovvero delle zone rosse che entrano in vigore nel momento stesso in cui viene superata la soglia limite di 250 casi per 100mila abitanti.

Cts: "Non basta chiudere le scuole"

Secondo quanto appreso dall’Agi, questa sarebbe la posizione del Cts che avrebbe anche suggerito al governo di ancorare l’automatismo a questa soglia, oltre la quale la gestione sanitaria diventerebbe ingestibile. Nel nuovo Dpcm che entra in vigore oggi, sabato 6 marzo e avrà durata fino al 6 aprile, che comprende quindi anche le festività pasquali, compare la soglia dei 250 casi, ma rimanda però ai presidenti di Regione la decisione di attuare o meno la zona rossa. Secondo il Cts questa scelta dovrebbe invece essere obbligata e partire in automatico.

Oltre i 250 casi si diventa rossi

Quindi, visti i dati attuali riguardanti l’epidemia nel nostro paese, il cambio di colore verso il rosso non dovrebbe essere facoltativo. Infatti, i dati aggiornati del monitoraggio settimanale resi pubblici ieri nel report di Iss-ministero della Salute parlavano di una situazione epidemiologica in peggioramento, con un valore dell’Rt in aumento arrivato all’1,06. Tenendo poi presente che ci si riferisce a un monitoraggio che si basa sulla settimana dal 22 al 28 febbraio, in ritardo di una quindicina di giorni rispetto a oggi.

Il monitoraggio è basato su dati già vecchi

Alcuni esperti pensano che il monitoraggio attuale sia basato su dati già troppo vecchi e hanno più volte chiesto una revisione del sistema. Secondo il Cts con le scuole chiuse servirebbero anche misure più dure e probabilmente il Comitato sarebbe propenso a un lockdown nazionale, come a marzo dello scorso anno. Molti però sono contrari pensando che la medicina potrebbe fare seri danni al paziente Italia. Non resterebbe quindi che una zona rossa automatica quando si supera la soglia limite. Con ovviamente le scuole chiuse, ritenendo che in questo momento la didattica a distanza sia l’unica strada percorribile per cercare di limitare i contagi. Secondo il Cts chiudere le attività scolastiche non sarebbe però sufficiente se tutte le altre continuano a rimanere aperte. I più giovani dovrebbero infatti evitare di incontrarsi per fare passeggiate, andare nei negozi o vedersi per strada per fare due chiacchiere.

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