Il giallo dell'uomo morto nel rogo: cercò aiuto?

Potrebbe aver cercato di chiedere aiuto l'uomo disabile di 54 anni che ha perso la vita in un incendio scoppiato nella casa in cui viveva, facendo una telefonata al nipote e l'altra alla compagna

Luciano Ventucci, l'uomo che ha perso la vita la notte di Capodanno nell'incendio scoppiato in casa a Montopoli di Sabina, in provincia di Rieti, potrebbe aver cercato di chiamare aiuto. Pare infatti che il 54enne disabile, impossibilitato a muoversi, abbia fatto due chiamate, una al cellulare del nipote e una a quello della compagna, intorno alle due di notte.

Quella tragica notte di San Silvestro Marina Perfetti, che è stata compagna dell'uomo per 18 anni, era con sua sorella, Roberta Perfetti, a lavorare a un veglione di Capodanno. La compagna del 54enne ha raccontato di averlo chiamato a mezzanotte, mentre sua sorella Roberta lo avrebbe sentito intorno a mezzanotte e mezza. A quell'ora sembrava che andasse tutto bene. Circa due ore dopo, però, l'uomo avrebbe fatto due telefonate: la prima al nipote intorno alle due e la seconda alla compagna Marina circa dieci minuti più tardi. Purtroppo nessuno dei due ha risposto. Il nipote dell'uomo non avrebbe sentito la chiamata, mentre la donna si sarebbe accorta della telefonata al suo cellulare soltanto due giorni dopo, ricevendo un messaggio nella segreteria telefonica da parte del compagno. Sembra però che nell'audio del messaggio si riesca a sentire soltanto un respiro affannoso. Forse, se una delle due chiamate fosse andata a buon fine, sarebbe stato possibile salvarlo, ed è questo che tormenta la signora Marina, pur non avendo colpe.

La notte di Capodanno lei e sua sorella erano a lavoro, come accadeva quando a un pub dei dintorni serviva del personale in più. Nonostante diverse ernie che non le permettono di muovere le gambe con facilità, Marina Perfetti era andata a lavorare, vista la difficile situazione economica in cui versava la famiglia. Ognuno faceva quello che poteva per sbarcare il lunario e andare avanti. Sembrava una serata di lavoro come tante altre. Al ritorno a casa, però, l'amara sorpresa. A scendere per prima dall'auto sarebbe stata Roberta, per far uscire dalla casa Camilla, il suo pastore tedesco. Aprendo la porta la donna si sarebbe accorta immediatamente del fumo che proveniva dall'interno della casa, avvertendo la sorella. Nonostante la sua difficoltà a camminare, Marina avrebbe corso per precipitarsi in casa, spingendo l'altra dentro. Il primo impulso è stato quello di chiamare Luciano, che però non avrebbe risposto. Il buio e il fumo erano un ostacolo troppo grande. La casa andava a fuoco.

Nonostante questo, le due due donne si sarebbero bruciate i capelli nel tentativo di spegnere l'incendio, prima di capire che da sole non ce l'avrebbero fatta. Bisognava chiamare aiuto e così hanno fatto. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco di Rieti e Poggio Mirteto, i carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto e il 118. Purtroppo non è stato possibile salvare l'uomo. Nell'incendio dell'abitazione, di cui restano soltanto le mura perimetrali, hanno perso la vita anche il pastore tedesco e tre gatti. Sono riusciti però a salvarsi altri cinque cani, perché quella terribile notte erano rimasti fuori casa.

Le due donne non hanno più niente, hanno perso tutto quella tragica notte. Attualmente sono ospiti del fratello a Roma, nella speranza di poter tornare a vivere a Montopoli di Sabina, confidando nell'aiuto del sindaco del paese, Andrea Fiori. La signora Marina, infatti, vorrebbe tornare presto ad abitare vicino al luogo in cui riposa l'uomo con il quale ha condiviso la vita per tanti anni.

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