Forza Nuova, ex Nar e il leader di "Io apro": ecco chi c'è dietro la protesta

Anarchici, leader dell'estrema destra e capi popolo ma, soprattutto, gente "sconosciuta" alle forze dell'ordine: l'identikit dei fermati in piazza

Forza Nuova, ex Nar e il leader di "Io apro": ecco chi c'è dietro la protesta

L'Italia sembra essere entrata in un vortice crescente di violenza. Le piazze si fanno ogni settimana più calde e più gremite ed è massima allerta per i prossimi appuntamenti. Già il prossimo lunedì è previsto uno sciopero generale organizzato contro i decreti estensivi del Green pass e, soprattutto, per il G20. Quanto accaduto a Roma e a Milano non dovrà più accadere, per questo motivo già da ieri al Viminale si analizzavano gli errori e le contromisure per le prossime manifestazioni.

I cortei e le proteste di ieri non hanno nulla a che fare con quanto finora fronteggiato dalle forze dell'ordine, perché accanto ai soliti noti sono scesi in piazza uomini e donne inesperti, che non si sono tuttavia tirati indietro nemmeno davanti alle cariche delle forze dell'ordine e agli idranti. A muovere parte dei fili di questa protesta c'erano, però, nomi ben noti al Viminale, personaggi vicini agli ambienti anarchici e di estrema destra, ma anche personaggi che da mesi si sono messi alla testa dei manifestanti, fin da quando a scendere in piazza erano i commercianti e i ristoratori per chiedere le riaperture.

Chi sono Roberto Fiore e Giuliano Casalino

A Roma sono stati fermati Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente leader nazionale di Forza Nuova e leader romano del partito di estrema destra. Hanno capeggiato l'assalto al sindacato Cgil di corso Italia dopo l'assalto di porta Pinciana. Loro sono due dei 12 arrestati di Roma, numero parziale stando a quanto emerge da fonti investigative, che stanno analizzando i filmati delle manifestazioni per individuare eventuali altri comportamenti di rilevanza penale da parte di chi era presente nelle strade della Capitale e alla Cgil. Sono entrambi ben noti al Viminale.

Roberto Fiore fin dal 1977 era un militante di Lotta studentesca ma l'anno dopo fondò, insieme a Giuseppe Dimitri e a Gabriele Adinolfi il movimento Terza Posizione, considerato neofascista ed eversivo. Si rifugia all'estero nel 1980 per sfuggire a un mandato di cattura relativo alla strage di Bologna, in quanto ritenuto vicino ai Nar, ma venne poi scagionato da ogni sospetto. Nel 1985 viene comunque condannato per associazione sovversiva e banda armata. Non venne mai estradato dal Regno Unito e tornò in Italia nel 1999, a reati ormai prescritti.

Giuliano Castellino è noto alle forze dell'ordine, oltre che per la sua militanza in Forza Nuova, soprattutto per l'aggressione perpetrata ai danni di due giornalisti, che gli comportò una condanna a 5 anni di reclusione. È destinatario di 3 Daspo e non potrebbe entrare allo stadio, ma è stato notato all'Olimpico lo scorso settembre. A causa delle manifestazioni contro il Green pass è stato fatto oggetto della misura di sorveglianza speciale e ha il braccialetto elettronico ma, come si evince da quanto accaduto ieri, il rispetto delle regole non è il suo forte.

Chi è Luigi Aronica

Tra gli arrestati c'è anche Luigi Aronica, di 65 anni. Un nome ai più sconosciuto ma non alle forze dell'ordine. Faceva parte dei Nuclei armati rivoluzionari, attivi a Roma tra il 1977 e il 1981. Nella Capitale è conosciuto come Er pantera ed era alla Cgil durante gli scontri. Oggi è confluito in Forza Nuova e, nonostante abbia sempre tenuto un profilo relativamente basso, già nel 2017 durante una manifestazione in piazza venne ripreso dalle telecamere di una trasmissione televisiva mentre diceva a un agente: "Lo sai chi sono io? Attento, mi sono fatto vent'anni di carcere per terrorismo". Il riferimento era a una vecchia condanna a 18 anni di carcere per alcuni reati compiuti durante la sua militanza nei Nar.

Chi è Biagio Passaro

Fa parte dei 12 fermati a Roma anche Biagio Passaro, conosciuto nell'ambiente dei no Green pass per essere il leader del movimento "Io apro", che da un anno a questa parte cerca di animare le piazza per sollevare la protesta contro il governo. "Si sfonda la sede della Cgil", diceva Passaro, ristoratore e leader del movimento, mentre illustrava l'assalto alla sede del sindacato a Roma, con porte sfondate e danni per migliaia di euro. Era lì nei momenti clou, insieme a Castellino, Fiore e Aronica e lo ha documentato attraverso una diretta Facebook. Era anche sul palco di piazza del Popolo prima che i manifestanti decidessero, senza autorizzazione, di fare i cortei nel centro di Roma.

"Spiace che Biagio sia finito in mezzo a questa cosa, vedremo le accuse, io sono contro la violenza, ma i cittadini si stanno arrabbiando sempre di più, la misura è colma", così Umberto Carriera, imprenditore pesarese, leader del movimento 'Io Apro'. Poi prosegue: "Certo che noi ieri eravamo in piazza a Roma, a piazza del Popolo, ma la nostra protesta è stata pacifica, eravamo 50mila, partite iva e studenti che dicono no al green pass". Carrera finito lui stesso al centro delle polemiche per la protesta inscenata, a fine luglio scorso, sotto casa del sindaco dem di Pesaro, Matteo Ricci che lo aveva accusato di "una intimidazione da squadristi". Umberto Carriera ha sottolineato che "ci dissociamo, non era il nostro obiettivo quello di rompere tutto. Ma accusarci di essere fascisti e squadristi è troppo, non siamo fascisti, e non lo è Biagio, è pure un padre di famiglia, il fascismo è stata una brutta pagina della storia, appartiene al passato".

Sono anarchici i denunciati di Milano

Mentre i manifestanti mettevano Roma a ferro e fuoco, a Milano 5mila persone cercavano di raggiungere la stazione Centrale. Anche in questo caso l'obiettivo è stato fallito e la polizia ha effettuato diverse identificazioni. La metà dei 57 denunciati dalla questura di Milano all'indomani del corteo contro il Green pass sono riconducibili al mondo anarchico. È stato invece fermato il 25enne che ha colpito alla schiena un poliziotto nei pressi della stazione Centrale. Al momento non risulta essere legato ad ambienti politici estremi.

Le nuove leve

Così come il 25enne fermato a Milano, sono decine ogni settimana i denunciati "sconosciuti" che durante le manifestazioni insultano e aggrediscono le forze dell'ordine o disobbediscono alla legge. Paradossalmente sono proprio loro a preoccupare maggiormente il Viminale. Sono spesso uomini e donne in età avanzata, terrorizzati dalla prospettiva di perdere il lavoro dalla prossima settimana perché non vaccinati e, quindi, non in possesso del Green pass.

Non sono in alcun modo vicini agli ambienti estremisti di destra o di sinistra ma si lasciano guidare da loro, probabilmente anche senza averne la contezza. Sono commercianti e operati mossi dalla disperazione, che li spinge a compiere gesti inconsueti e, quindi, totalmente imprevedibili per le forze dell'ordine. Ieri a Roma la situazione era più delicata di quanto non apparisse dall'esterno, anche perché i manifestanti "sconosciuti" manifestano a volto scoperto, non hanno bastoni o bombe carta con loro. Si mischiano facilmente con i cittadini che, nei weekend, passeggiano in centro.

Al centro dell'attenzione del pool del Viminale ci sono tutti questi aspetti, cruciali per stabilire una strategia efficacia di reazione ai "sabati pomeriggio" che si svolgono ormai da luglio. Le presenze in piazza crescono di pari passo con la rabbia popolare e con il rischio di nuovi incidenti. Da domani Roma potrebbe essere una città blindata, così come Milano e le altre grandi città dove gli obiettivi sensibili avranno un maggiore livello di controllo.

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