Violenze no pass, in manette i vertici di Forza Nuova

Dodici persone arrestate dopo gli scontri di ieri nel centro di Roma. In manette anche Fiore e Castellino. Il Pd al governo: "Sciolga Forza Nuova per decreto"

Violenze no pass, in manette i vertici di Forza Nuova

Le proteste a Roma sono durate fino a tarda sera. Dopo essere stati respinti prima di arrivare a piazza Colonna, sede di palazzo Chigi e Montecitorio, un gruppo di manifestanti si è spostato verso piazzale Flaminio, poco distante da piazza del Popolo, paralizzando il traffico di Roma. Ma il clou della protesta è scemato davanti agli idranti e ai fumogeni della polizia, che per ore ha protetto i Palazzi. Alla fine sono state dodici le persone fermate, sei in flagranza di reato e altri con arresto differito, molti di più quelli identificati.

Tra loro anche Giuliano Castellino, esponente di spicco di Forza Nuova a Roma, Roberto Fiore, leader nazionale di Fn, già condannato nel 1985 per associazone sovversiva e banda armata e Luigi Aronica, di anni 65, ex appartenente ai Nar, i Nuclei armati rivoluzionari. È stata tratta in arresto anche P.T., promotrice della manifestazione. I reati per cui vengono segnalati sono numerosi, fra i quali, danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, risulta tra gli arrestati anche Biagio Passaro di "IoApro".

Ora le posizioni dei dodici sono al vaglio della procura di Roma e nel pool che si occuperà di coordinare le indagini ci sarà anche un pm dell'Antiterrorismo. In queste ore proseguono le verifiche dei filmati registrati dal personale della polizia Scientifica, per valutare altre eventuali condotte penalmente rilevanti relative agli scontri di sabato per individuarne i responsabili.

Le violenze nel centro di Roma

Giuliano Castellino e Roberto Fiore hanno guidato anche l'assalto alla Cgil. Sono riconoscibili in alcuni di video che circolano online relativi all'occupazione della sede di corso d'Italia. Hanno preso la parola davanti all'ingresso del palazzo, fomentando i manifestanti che hanno poi fatto irruzione all'interno del sindacato, distruggendo il piano terra.

Non era la prima volta che Giuliano Castellino scendeva in piazza per protestare contro il Green pass. Anzi, lo scorso gennaio era alla testa di un corteo che manifestava contro le chiusure, rendendosi protagonista di azioni violente. Quella manifestazione gli portò un provvedimento di sorveglianza speciale. Il giudice stabilì anche che la violazione della sorveglianza speciale avrebbe potuto causare per Castellino l'arrensto anche fuori dalla flagranza. Una misura che finora non è mai stata applicata, nonostante sia stato identificato anche in altre manifestazioni che si sono svolte a Roma negli ultimi mesi. Lo scorso settembre è stato raggiunto da un Daspo che, nonostante gli sia stato notificato per la presenza a manifestazioni politiche, è valido solamente per gli eventi sportivi.

E ieri era lì, in prima fila, pronto a guidare la protesta. "Siamo 100 mila. Oggi fermiamo il certificato verde. La forza della piazza contro la tirannia sanitaria, la forza della gente contro le emergenze inventate", ha detto prendendo la parola. Ieri è stato fermato dalla polizia durante uno degli interventi degli uomini in tenuta antisommossa e ora rischia anche l'arresto. Una circostanza che non sembra preoccuparlo, come ha dichiarato dopo il Daspo ricevuto a settembre per le manifestazioni contro il Green pass: "Per me è una medaglia, continuerò la lotta".

Ora sarà il giudice a decidere quale provvedimento prendere. I guai con la giustizia di Giuliano Castellino sono comunque antecedenti alle manifestazioni di protesta. È stato condannato a 5 anni e mezzo di carcere per aver aggredito due giornalisti al cimitero del Verano, in occasione delle commemorazioni per i morti di Acca Larentia, lo scorso 7 gennaio del 2019.

Il Pd vuole sciogliere Forza Nuova

Domani stesso il Partito democratico presenterà alla Camera una mozione urgente per chiedere al governo lo scioglimento di Forza Nuova e degli altri movimenti dichiaratamente fascisti per decreto, ai sensi della Legge Scelba. "Basta violenza dei gruppi neofascisti. L'assalto fascista di ieri alla sede nazionale della Cgil non è che la goccia che fa traboccare il vaso. Forza Nuova è un movimento dichiaratamente fascista, in questi anni sempre alla guida dei peggiori risvolti violenti delle manifestazioni di piazza, i cui dirigenti pluripregiudicati si fanno beffe dello Stato e della legge contravvenendo alle restrizioni a cui dovrebbero essere sottoposti, come ieri il loro responsabile di Roma, Giuliano Castellino", ha dichiarato il piddino Emanuele Fiano.

L'iniziativa targata dem ha subito trovato la sponda dei parlamentari di Liberi e Uguali che propongono di "sciogliere tutti i partiti neofascisti". Non solo Forza nuova, dunque. Anche Casapound, per esempio. Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu, ha infatti lanciato l'appello al Pd per velocizzare la discussione e l'approvazione della proposta di legge che lui stesso ha presentato alla Camera, e attualmente in commissione Giustizia, sullo "scioglimento e il sequestro dei beni di formazioni che si rifanno all'ideologia del Ventennio". "Ai presidi di democrazia di queste ore vanno aggiunte azioni legislative. Il contrasto alle violenze deve partire da uno sforzo delle Istituzioni", ha poi concluso auspicando che anche le forze di destra presenti in Parlamento collaborino al via libera di "una legge che dichiari fuori legge partiti di ispirazione fascista".

L'iniziativa antifascista della Cgil

Dopo i gravi fatti di ieri, la Cgil ha indetto un'assemblea straordinaria davanti alla sede di corso d'Italia a Roma. Centinaia di persone sono accorse per offrire solidarietà al sindacato e Maurizio Landini, prendendo la parola, ha annunciato: "Con Cisl e Uil abbiamo immediatamente deciso che era necessario rispondere, con la nostra intelligenza, il nostro senso civico e sabato 16 qui a Roma abbiamo deciso che era il momento di organizzare una grande manifestazione antifascista e democratica". Ha quindi rivolto un appello ai presenti: "Ci rivolgiamo a tutte le associazioni, le forze politiche, i cittadini democratici, di essere tutti uniti il 16 per dare una risposta al Paese e dare un indicazione all'Europa".

Accodandosi alle richieste già mosse dalla politica per lo scioglimento di Forza Nuova, Landini ha aggiunto: "Tutte le formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte, è il momento di dirlo con chiarezza ed è il momento di dare diritti a tutti anche a quelli che non ce l'hanno compresi quelli nati nel nostro paese e che ancora sono considerati stranieri".

Maurizio Landini ha difeso l'operato del suo sindacato e annunciato che non ci saranno passi indietro: "Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti. Ma non ci fermeremo, non abbiamo paura. Abbiamo la forza per andare avanti. La giornata di oggi è una risposta, siamo sulla strada giusta, per questo ci attaccano ma non ci fermeremo".

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