Le gemelline sole, i 3 fratelli morti: così il coronavirus ha spezzato le famiglie

Tante le vite distrutte dal Covid-19. Ognuna con una storia e un bagaglio di esperienze

Due gemelline di soli 11 anni si ritrovano adesso sole. La loro mamma è ricoverata in ospedale, la nonna è morta. E loro sono diventate grandi tutto a un tratto. Costrette a crescere velocemente da quel nemico invisibile che ha spezzato la loro famiglia. E poi i tre fratelli morti, il padre e la figlia deceduti a distanza di poche ore, il fabbro e i suoi due figli. Tutte storie di vite spezzate, famiglie distrutte dal coronavirus.

Le gemelline rimaste sole

Come riporta il Corriere, le due gemelline sembrano molto più grandi dei loro 11 anni. Sono mature per la loro tenera età, si danno forza coraggio, tanto da riuscire a vivere da sole in casa per quattro giorni. Da quando la nonna e la mamma, medico single di Montevarchi, comune in provincia di Arezzo, sono state ricoverate d’urgenza in ospedale. La nonna è morta, mentre la loro mamma è ancora nella struttura ospedaliera. Sono state bravissime fin dall’inizio: hanno continuato a seguire le lezioni via internet e pulire casa. Gli amici li contattano tramite web. Il sindaco, Silvia Chiassai, ha raccontato che concittadini e servizi sociali si sono adoperati per provvedere a procurare loro del cibo. Non sono mai state lasciate sole, “un camper con alcuni volontari era parcheggiato davanti alla villetta e in qualsiasi momento erano pronti a intervenire”. Ieri una parente ha chiesto di poterle ospitare in casa sua. Le piccole donne erano rimaste nella loro abitazione come volere della loro mamma, almeno per i primi giorni.

I tre fratelli

Tre fratelli di Livigno, gli Zini, si sono invece spenti a distanza di pochi giorni. Il primo ad andarsene è stato Giovanni di anni 88, il maggiore, morto per una malattia cardiaca circa dieci giorni fa. Guido Silvio e Pietro Pacifico, 85 e 83 anni, lo hanno raggiunto questa settimana, uccisi per mano del coronavirus. Con loro è mancato anche l’ex sindaco di Valdidentro, stabilitosi a Livigno una volta terminato il suo incarico. Aldo Martinelli, 55 anni, è morto martedì scorso nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Sondalo. Il paese di 6mila anime, dove tutti si conoscono, è addolorato per la morte dei fratelli Zini. Tutti attoniti dalla tragica notizia, come ha sottolineato il sindaco, Damiano Bormolini. Il maggiore dei tre, Giovanni, era molto attivo nel volontariato.

Padre e figlia morti a poche ore di distanza

In una stanza del reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di San Bartolo di Vicenza, si sono spenti invece, a poche ore di distanza, padre e figlia. Lui, Vittorio Castagna di 82 anni, era un imbianchino ormai in pensione. Lei, Roberta, 50 anni, viveva con il suo papà a Valdagno. Ricoverati entrambi di notte a causa di sintomi sempre più evidenti di coronavirus, la loro situazione è apparsa subito molto grave ai medici, anche a causa delle patologie pregresse di cui soffrivano. Giovedì 26 marzo sono morti l’uno accanto all’altra, nella stessa stanza di ospedale. Cristina, la sorella di Roberta, si trova ora da sola a piangere i suo affetti più cari. Dopo aver già subito un grave lutto solo qualche mese fa, quando anche la moglie di Vittorio, Idelma, è morta in una casa di cura.

Ha perso marito e figli. Ancora non lo sa

La storia di un’altra famiglia spezzata dall’epidemia arriva invece da Voghera. Venerdì è morto Alfredo Bertucci, il padre di 86 anni, artigiano che aveva tramandato la sua esperienza e il suo lavoro di fabbro ai figli. Solo uno dei due, Claudio, di anni 46, aveva però scelto di seguire le sue orme. Daniele, 54enne, aveva deciso di percorrere un’altra strada: operaio specializzato della Sordi Orologi. I due fratelli sono stati ricoverati all’ospedale di Voghera, dove Claudio è morto per primo. Pochi giorni dopo è stata la volta di Daniele. Poi anche Vittorio e la moglie sono stati ricoverati. La donna è molto grave e non sa ancora di aver perso tutti i suoi uomini.

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Commenti

Giorgio1952

Dom, 29/03/2020 - 12:02

Che tragedie, una preghiera per tutti loro e che il Signore li accolga nel regno dei cieli.