Coronavirus, spesa, sport e animali: si può uscire solo nel quartiere

La circolare della procura specifica le linee guida dettate dal governo. Spesa, sport e passeggiata con animali domestici solo nel quartiere

La spesa e l'attività fisica si possono fare solamente nel proprio quartiere. Lo stabilisce una circolare della procura di Genova, che ha interpretato in questo modo il decreto del 9 marzo, con cui il governo ha imposto misure di contenimento contro il coronavirus.

Per evitare gli spostamenti tra territori, è consentito uscire a fare la spesa o per una passeggiata solamente all'interno del proprio quartiere. In caso contrario si rischia una denuncia. Specificando che è consentito uscire di casa e dal proprio Comune di residenza per motivi di lavoro, salute o altre necessità, la procura di Genova precisa che, le esigenze alimentari o di attività fisica devono essere soddisfatte "all’interno della zona di residenza". "La limitazione alla zona di residenza (quartiere -circoscrizione)- si legge nel testo- si desume dal carattere precettivo del verbo 'evitarei indicato nell’art. 1 primo comma lettera A) del Dpcm 8.3.2020 il cui contenuto è stato richiamato dall’analogo decreto del giorno successivo che ne ha esteso l’efficacia a tutto il territorio nazionale". Secondo Genova24, che ha chiesto chiarimenti alla procura, per quartieri si intendono i municipi in cui è suddiviso il Comune di Genova.

Le limitazioni specificate dalle forze dell'ordine valgono per tutti gli spostamenti che non siano riconducibili a lavoro, salute, necessità o ritorno al proprio domicilio o residenza. È comunque consentito uscire dalla propria abitazione per soddisfare "elementari esigenze di vita legate all’attività motoria e all’acquisto di beni in vendita presso gli esercizi commerciali dei quali sia stata autorizzata l’apertura". Ma la circolare stabilisce che, per farlo, non bisogna uscire dalla propria "zona si residenza". Infatti, il Dpcm usa il verbo "evitare" riferendosi agli spostamenti: per questo, occorre muoversi il meno possibile.

Per quanto riguarda i reati, il Sole24ore, precisa che restano validi quelli legato all'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità (articolo 650 del Codice penale, punito con l’arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro). Inoltre, anche chi dichiara il falso può incorrere nel reato di falso in atto pubblico commesso dal privato (articolo 483 del Codice penale, punito con la reclusione fino a due anni).

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Commenti

cgf

Mer, 18/03/2020 - 20:08

Sarei curioso di conoscere l'interpretazione per quei comuni che non hanno esercizi aperti e nel comune confinante un ipermercato. Ora non si dica buon senso, perché il buon senso…

Ritratto di Andrea B.

Andrea B.

Gio, 19/03/2020 - 10:41

Credo (e spero) che chi prende decisioni del genere sappia valutare quella che è ormai la logistica della distribuzione del comparto alimentare nelle città. Abbiamo quartieri con migliaia di persone che hanno ormai negozi o piccoli supermercati non sufficienti per il fabbisogno di chi vive nei dintorni. Ringraziamo chi va a correre o che porta il cane per tutta la città...

Cheyenne

Gio, 19/03/2020 - 11:06

Al solito i cosiddetti giudici si immischiano in cose non di loro competenza

Jon

Gio, 19/03/2020 - 11:10

CHE IDIOZIE.. Non si deve correre per strada, ma si puo' andare in tabaccheria, sulla metro ( a MIlano sono piene) sui treni e bus.. Si sospendano i treni e Bus e si blocchino gli assembramenti di Clandestini ovunque..!!

Ritratto di tomari

tomari

Gio, 19/03/2020 - 11:37

Continuano a dire "nel quartiere". Ma lo sa l'avvocato di Vulturara che in Italia ci sono più paesi che città? Per il resto vedere l'ottimo post di cfg delle 20:08....