Cronache

"Mamma e papà li ho uccisi io" Adesso Benno confessa tutto

Benno Neumair, accusato di duplice omicidio e occultamento di cadavere dei genitori ha confessato. Lo comunica la procura con una nota

"Mamma e papà li ho uccisi io" Adesso Benno confessa tutto

Benno Neumair, il 30enne bolzanino accusato di aver ucciso i genitori, Laura Perselli e Peter Neumair, avrebbe confessato il delitto. L'indiscrezione è stata confermata dalla procura di Bolzano con una nota. "Ha ammesso le sue responsabilità per la morte dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli", riferisce L'Adige.it. Il giovane si trova in carcere a Bolzano con l'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere dallo scorso 6 febbraio. Il suo legale, Flavio Moccia, ha rivelato che la confessione sarebbe avvenuta lo scorso 11 febbraio, allorquando il corpo di Laura è stato recuperato dalle acque del fiume Adige.

"Li ho uccisi io"

Dopo più di 2 mesi di silenzio, Benno ha confessato di aver ucciso i genitori. Il 30enne, in manette dallo scorso 6 febbraio con l'accusa di duplice omicidio e occultamento di cadavere, ha deciso di assumersi le responsabilità del delitto. Messo con le spalle al muro dall'ingente mole probatoria raccolta dagli specialisti del RIS, il giovane non ha potuto fare altro che gettare la maschera. Secondo la ricostruzione della procura, Benno avrebbe ucciso dapprima papà Peter e poi, quasi in una sorta di agguato, mamma Laura. Il delitto si sarebbe consumato tra le ore 16 e le 20 del 4 gennaio all'interno della villetta al civico 22 di via Castel Roncolo, a Bolzano. Successivamente, il ragazzo avrebbe caricato a bordo dell'auto di famiglia i corpi senza vita dei genitori per poi disfarsene nell'Adige. Un'ipotesi, quest'ultima, che ha riscontrato solo una verità parziale: il corpo di Peter non è stato ancora ripescato dalle acque del fiume.

La confessione è avvenuta un mese fa

"Benno Neumair ha ammesso di essere il responsabile della morte dei genitori. I due decessi sono avvenuti nella casa di via Castel Roncolo e i corpi, già privi di vita, abbandonati nelle acque dell'Adige". Lo conferma l'avvocato bolzanino Flavio Moccia, difensore del trentenne. La confessione sarebbe avvenuta dopo il recupero della salma di Laura Perselli: "Questa decisione di aprirsi alla verità e di mettersi a disposizione della Procura della Repubblica, accettata fin dall'11 febbraio scorso, e quindi ancor prima di conoscere l'esito della decisione del tribunale del Riesame, è maturata spontaneamente quale immediato esito alla notizia del rinvenimento del corpo senza vita della madre". Come precisa il legale bolzanino all'agenzia stampa Agi, il ritrovamento del corpo della madre avvenuto la mattina del 6 febbraio scorso, "ha avuto l'effetto di produrre una dissoluzione, di schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione attuate nelle settimane successive ai fatti dall'indagato che impedivano ogni sua possibilità di esame cosciente di una realtà altrimenti per chiunque indicibile e inaffrontabile".

"Capacità di intendere e volere"

Non hanno dubbi gli inquirenti che il duplice omicidio sia stato organizzato e gestito con lucidità. Fatto sta che per giudicare la capacità di intendere e volere del trentenne, bisognerà attendere l'esito di eventuali perizie psichiatriche. Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, la procura di Bolzano, diretta da procuratore Bramante, avrebbe formulato richiesta formale al giudice incaricato delle indagini preliminari, Carla Scheidle, per un incidente probatorio che confermari o scongiuri un vizio parziale di mente dell'imputato.

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