"Adotta reporter in corsia": l'iniziativa per dar valore al tempo della malattia

La campagna di sensibilizzazione de “Il Bullone” per trasformare la permanenza in ospedale di tanti giovani, in una occasione di crescita professionale

Un giornale che vuole superare i pregiudizi e i limiti che spesso la malattia può dare a chi ne è affetto. Aiutando i ragazzi che si trovano inchiodati a un letto di ospedale a reagire e trovare qualcosa per cui lottare. Questa l’iniziativa de Il Bullone, il mensile di Fondazione Near Onlus. Dalla sua, 44 numeri, 44 pagine, 60 illustratori famosi, 500 interviste di personaggi importanti. Da Isabel Allende a Paolo Barilla, da Filippo Grandi a Renzo Piano e Ilaria Capua.

Per superare i muri dell'ospedale

“Adotta un giornalista in corsia e dai valore al tempo della malattia” è la campagna di sensibilizzazione lanciata dal giornale. L’obiettivo è quello di poter alleggerire la lunga permanenza ospedaliera di molti giovani e, perché no, farla diventare anche un’occasione lavorativa. Chi ha provato a restare ricoverato per giorni, o anche settimane, in una stanza d’ospedale, sa cosa vuol dire vedere il tempo fermarsi. Cercare inutilmente di trovare mille cose da fare per far trascorrere le ore, altrimenti lunghissime. Gli unici momenti in cui tutto sembra scorrere più velocemente è quando gli infermieri e i medici ti prelevano dal tuo letto per effettuare degli esami clinici. Ma dura poco, e già sei tornato nella tua stanza. Non fa certo bene alla mente restare tanto tempo senza fare nulla, con il chiodo fisso della malattia.

Proprio ai ragazzi che stanno vivendo questo difficile percorso è richiesto ogni mese di contribuire a creare il giornale. Attraverso interviste, racconti, pensieri personali. Il sentirsi parte di una creazione li aiuta ad avere un obiettivo, a trovare la voglia di lottare per un futuro che potrà essere per loro migliore. In questo modo riusciranno anche ad acquisire importanti competenze professionali che potranno, magari un giorno, servire a trovare un lavoro.

L'opportunità per diventare giornalisti

Bill Niada, ideatore di Fondazione Near Onlus, ha così spiegato: “Vorremmo che l’esperienza de Il Bullone entrasse sempre di più negli ospedali, occupare il tempo, riempire le flebo, liberare le menti. Vorremmo che i ragazzi costretti a vivere nell’attesa potessero volare fuori da quelle mura, sognare un mondo migliore, fare un’esperienza lavorativa all’altezza delle loro aspirazioni, ma senza attendere che le mura cadano e le terapie finiscano.” Ogni anno, in Italia sono circa 11mila i giovani, di età compresa tra i 15 e i 39 anni, che si ammalano di tumore; 120mila i bambini e i ragazzi con malattie genetiche rare; 400 giovani sieropositivi tra i 25 e i 29 anni; 9mila con disturbi dell’alimentazione. Per non parlare poi dei pazienti con malattie neurodegenerative.

Questa “può diventare un’opportunità per diventare giornalisti, liberi pensatori, costruttori di futuro, incubatori di speranza. Come i bulloni che tengono insieme le viti, così Il Bullone vorrebbe aiutarli a stringere i pezzi della loro vita per farne una costruzione solida, capace di reggersi da sola e di brillare, accogliere, attrarre”. Obiettivo della Fondazione è quello di sostenere l’attività di formazione giornalistica dei ragazzi, e di permettere loro di entrare in contatto con una professione bellissima che, magari, potrà diventare il loro lavoro.

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