La gip garantista rimossa dal caso funivia. La giustizia litiga anche su 14 morti

E quindi chi vince, la legge o la piazza? A quanto pare, neanche la strage del Mottarone avrà un destino giudiziario lineare

La gip garantista rimossa dal caso funivia. La giustizia litiga anche su 14 morti

E quindi chi vince, la legge o la piazza? A quanto pare, neanche la strage del Mottarone avrà un destino giudiziario lineare. Si era intuito quando il gip - con un provvedimento tanto garantista quanto coraggioso - aveva scarcerato i tre indagati per mancanza di esigenze cautelari, condizione minima del diritto per mandare qualcuno in galera prima di una sentenza. Ma ne abbiamo avuto la conferma ieri, quando il presidente del Tribunale Luigi Montefusco ha di fatto silurato la giudice, affidando le carte a una collega che la stessa Buonamici - in qualità di coordinatrice della sezione - aveva sospeso per i gravi ritardi «nello smaltimento dei carichi di lavoro». Da un punto di vista formale un provvedimento inappuntabile, giustificato dalle «tabelle del ruolo» e dalle regole di assegnazione dei fascicoli che governano quegli uffici. Ma incomprensibile nella sostanza ed esplosivo negli effetti. Cosa devono pensare i tre indagati riguardo alle garanzie di un'indagine nella quale viene sostituito all'improvviso l'arbitro? Cosa ne è della terzietà del giudice rispetto al pubblico ministero, che con l'esclusione della Buonamici incassa un clamoroso punto a favore, tanto da chiedere l'annullamento della sua ordinanza? Vale come caso di specie, ma vale anche come caso di sistema. In altre parole: siamo il Paese nel quale la giustizia rinnega se stessa dopo aver dato prova di saper trovare un punto di equilibrio. Quello di Nerini, Tadini e Perocchio era «un fermo eseguito fuori dai casi previsti dalla legge» e per tanto non poteva «essere convalidato». Così scriveva la gip il 30 maggio. La scarcerazione dei tre indagati, per quanto sensazionale, era stata l'espressione di un meccanismo giudiziario impermeabile alla tentazione della popolarità: quanto sarebbe stato facile buttare la chiave dei tre mostri del Mottarone, e farlo in favore di telecamera? La guerra fra toghe che si sta consumando a Verbania non riguarda solo il piccolo tribunale piemontese, ma mette in gioco la civiltà giuridica del Paese. La legge inquinata dall'opinione pubblica non è più legge. È taglione.