Il governo turco impedisce alla delegazione italiano l'ingresso a Kobane

Il gruppo viene fermato dai turchi a pochi metri dalla città simbolo della reistenza all'Isis. Ma il viaggio continua

La carovana internazionale, composta per la quasi maggioranza da italiani, partita per raggiungere Kobane, è stata oggi fermata dalle forze di sicurezza turche a pochi chilometri dall’arrivo. Le circa novanta persone, infatti, erano partite l’11 settembre scorso con l’obiettivo di raggiungere la città simbolo della resistenza al terrorismo dello Stato Islamico in Siria, Kobane appunto.

Già da giorni in realtà il numeroso gruppo di attivisti si trova nella regione del Kurdistan turco. Numerosi gli incontri con le forze politiche locali. A fare da base alla delegazione è ovviamente la città curda Suruc, distante circa dieci chilometri dal confine con il Kurdistan siriano. Proprio nella città dove il 20 luglio scorso era tornato a farsi sentire il terrore dell’Isis: un attentato costato la vita a decine di attivisti presso il centro culturale “AMARA”, luogo simbolo, anche se indirettamente, dei giorni dell’assedio a Kobane.

Oggi in città si respira un’altra aria e l’arrivo della delegazione internazionale ne è la prova. C’è voglia di ripartire e di aiutare i fratelli curdi in Siria ed in effetti le buone notizie per questa gente ci sono: oggi a Kobane si stanno ricostruendo le scuole e gli ospedali e molte famiglie stanno facendo rientro in città. Ma ovviamente la strada è in salita: il governo turco impedisce ciò che farebbe davvero ripartire il Kurdistan siriano, ovvero un corridoio umanitario che permetta l’arrivo di ingenti quantità di materiale utile alla ricostruzione. Questo è quanto chiede anche la carovana internazionale, la quale vale la pena ricordare essere la prima giunta fino a qui per portare sostegno al popolo curdo.

Insieme al gruppo sono presenti anche due parlamentari di Sel: Franco Bordo e Giovanni Paglia, anche loro fermati dalla polizia turca ieri sera al rientro in hotel: “Faremo ovviamente un esposto alla Ministero degli Esteri per chiarire quanto è successo ieri sera”, ha dichiarato l’On. Bordo, tra i primi a credere in questo progetto.

Piccoli imprevisti che però non sembrano scoraggiare la carovana. Domani il gruppo infatti si dividerà in due delegazioni, una raggiungerà Cizre e l’altra Diyarbakir, entrambe città dove l'esercito turco da giorni non lascia tregua alla popolazione curda con continui coprifuoco, causando la morte di decine di persone.

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Commenti
Ritratto di Franco_I

Franco_I

Mer, 16/09/2015 - 08:33

Pur se un fatto che potrebbe apparire "normale" per qualcuno, altri, DOVREBBERO riflettere sul pensiero e modo di operare di certe società DIVERSE dal nostro modo fatto di FINTO-FALSO-IPOCRITA BUONISMO!!