Green pass valido 12 mesi: ecco cosa cambia

Altri tre mesi di proroga per la validità del Green pass: il Cts ha dato il via libera. Le prime scadenze sarebbero state a ottobre

Green pass valido 12 mesi: ecco cosa cambia

Il Cts, che si è riunito oggi, ha dato il via libera alla proroga del Green pass da 9 a 12 mesi per i vaccinati. Una decisione che arriva a poche settimane dalla scadenza dei primi certificati vaccinali, quelli degli operatori sanitari e degli over 80, che hanno iniziato a ricevere il vaccino già tra dicembre 2020 e gennaio 2021. Sarebbe la seconda proroga approvata dal Comitato tecnico scientifico dopo quella da 6 a 9 mesi.

D'altronde, il tempo stringe. Già ai primi di ottobre ci sarebbero state persone vaccinate con doppia dose che non avrebbero potuto usufruire dei privilegi derivanti dal Green pass, in attesa di capire se la terza dose sia un'opzione percorribile per tutti o se sia solamente una necessità per alcune categorie di individui. Nel mondo della sanità, la vacanza del Green pass per i medici, gli infermieri e tutto il personale operativo, avrebbe causato non pochi problemi operativi. Considerando l'obbligatorietà per il servizio, la loro posizione sarebbe stata in un limbo inaccettabile, che avrebbe richiesto comunque una deroga per il tempo necessario ad assumere ulteriori decisioni.

Anche per questo questo motivo si è dovuto prorogare la validità del certificato di vaccinazione di ulteriori 3 mesi, in modo tale da avere il tempo di organizzare eventualmente la somministrazione della terza dose. L'Oms, almeno per ora, non ha dato il suo parere favorevole per mancanza di dati sufficienti completare la valutazione per il via libera a un'altra somministrazione. Tuttavia, molti Paesi hanno già iniziato a programmare il booster, mentre Israele ha cominciato con le somministrazioni.

Adesso si pone anche la questione per i guariti dal Covid, la cui certificazione ha una validità limitata a 6 mesi. Per loro, l'attuale protocollo prevede che venga somministrata una sola dose di vaccino entro i 6 mesi dall'avvenuta guarigione e, comunque, non oltre. Ciò significa che chi è entrato in contatto con il coronavirus può aspettare fino a un anno per fare il vaccino, che viene considerato come dose di richiamo, ma in quel caso avrebbe un periodo di 6 mesi durante i quali non è in possesso di un Green pass valido.

L'Europa lascia totale libertà ai suoi Paesi membri di gestire la durata di validità del Green pass senza ricorrere al coordinamento comunitario per simili decisioni. Pertanto, non esistono cavilli burocratici che impediscono all'Italia di estendere ulteriormente la durata della certificazione verde, anche se il certificato Covid dell'Unione europea ha una durata di 9 mesi.

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