La guerra della spiaggia

Nella strana Italia dell’estate del Covid c’è spazio anche per la piccola guerra di Seccheto

Nella strana Italia dell’estate del Covid c’è spazio anche per la piccola guerra di Seccheto. Siamo nella punta di sud-ovest dell’Isola d’Elba, sguardo dritto su Montecristo e Pianosa, paradiso per famiglie, subacquei e gommonauti. Dove da questa mattina abitanti e vacanzieri si scontrano frontalmente con i bodyguard in polo bianco di un albergo che bloccano l’accesso al piccolo porticciolo che è da decenni l’unico accesso al borgo per i natanti, compreso quello del diving che porta verso le immersioni della zona.

Da oggi il porticciolo è offlimits, chi cerca di attraccare viene allontanato. È l’ultima puntata dello scontro che vede in campo la nuova proprietà dell’albergo affacciato sul porticciolo, una cordata italosvizzera che ha rilevato l’hotel cinque anni fa. E vantando il contratto d’acquisto ha cercato di impadronirsi anche del tratto di strada che costeggia il mare fino al porticciolo, usato da sempre anche dai bambini per interminabili sedute di tuffi.

Finora era andato tutto avanti a colpi di carte bollate, con i tempi consueti della giustizia italiana. Ma ora l’albergo passa alle maniere spicce, scatenando una specie di insurrezione. Una folla in braghette da bagno si affolla intorno alla strada bloccata dalla catena, arrivano il sindaco Davide Montauti, i carabinieri, la polizia locale. Il tema può apparire modesto, ma dietro ci sono i diritti di gente che vorrebbe godersi le vacanze nonché di chi di questo piccolo tratto di mare trae di che vivere, entrati in rotta di collisione con le pretese che l’hotel accampa su un terreno che sostiene di avere legittimamente acquistato. A complicare tutto, la provenienza straniera dei gestori, che non hanno mai legato con la comunità locale, “Appena arrivati ci siamo trovati con una pianta tagliata “, brontola il gestore.

Ma per il sindaco Montauti sono i gestori a avere sbagliato strada, “si sono presentati con dei megaprogetti senza voler ascoltare nessuno, quel porticciolo è nato spontaneamente grazie al lavoro degli abitanti e il Comune ha in mano una carta dei costruttori dell’albergo che garantisce il passaggio. Loro non vogliono sentire ragioni, quando gli ho spiegato che avremmo proceduto all’esproprio per pubblica utilità mi hanno riso in faccia. Noi andremo avanti. E quello che stanno facendo ora è un reato e verranno denunciati”.

Anche per la giustizia penale, però, i tempi sono quello che sono. A un atto di forza, con i vigili mandati col tronchese a tagliare la catena, per ora non sembra nelle corde del Comune. Così il porticciolo resta chiuso, malinconicamente, mentre si avvicina Ferragosto e l’estate si prepara a girare la sua boa.

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