I grattacieli di oggi come le cattedrali del medioevo

Abbiamo dentro di noi un misterioso engramma che ci fa riconoscere la vera arte

I popoli che hanno creato la bellezza hanno scelto l'ideale sacrificando ciò che è utile e immediato. Pensiamo alle città medievali fatte di pochi palazzotti, molte casupole, senza fogne. Eppure, al centro, ecco sorgere una immensa e stupenda cattedrale di pietra, con guglie che si innalzano a cento metri verso il cielo. C'è un'enorme sproporzione fra queste costruzioni e quelle che gli stessi uomini facevano per se stessi, per i loro bisogni quotidiani. Nelle cattedrali oggettivavano tutta la loro energia, la loro creatività, le loro aspirazioni. La loro grandiosità ci dice che avevano un'energia smisurata, un potenziale di crescita immenso. Che in loro esisteva già, in germe, ciò che l'Occidente avrebbe realizzato nei secoli futuri.

E questo che ci dà la vera grande arte. E ce lo dà subito e per sempre. E come se esistesse un engramma nella mente umana che permette a ogni essere vivente di riconoscere che cosa è grande arte come il Partenone o la Pietà di Michelangelo o i quadri di Van Gogh. Misterioso engramma che ci consente di distinguere la vera arte fin dall'inizio ma che viene poi fermato dai critici dagli intellettuali, dagli ideologi, dai mercanti che dichiarano arte ciò che serve politicamente o ciò che riescono a vendere.

Cosi è accaduto dall'inizio del XX secolo nel campo delle arti visive col trionfo nel non figurativo, dove tutti i capricci, dai tagli di Fontana alle donne di Modigliani alle demoiselle di Picasso, fino agli scarabocchi di Pollock sono state dichiarate grande arte anche se la gente non li capiva.

Ma se la vera arte ci porta a trascendere il presente, qual è la vera grande arte di oggi? Io credo che l'unica forma di vera arte figurativa la troviamo in alcuni stupendi, straordinari grattacieli. Solo questi ci producono un'emozione fatta di bellezza sublime, di stupore e la sensazione di una meta sacra, di un destino. Essi soli ci indicano puntando verso l'alto, a noi uomini che hanno perso Dio, una trascendenza, una meta struggente, un luogo sublime a cui aspiriamo tutti soffocati nello squallore affannoso della nostra vita quotidiana.

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Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 01/09/2019 - 17:56

Un passo del Vangelo afferma: NON RESTERÀ PIETRA SU PIETRA CHE NON SIA CADUTA. Invece di prodigarsi affinché il proprio simile abbia garantito un alloggio, un pasto giornaliero e il sollievo dagli affanni taluni sperperano le ricchezze ottenute con il lavoro dei propri simili per glorificarsi e magnificarsi al cospetto di un dio dimorante nel loro ego ... anche per loro la giustizia divina non cambierà status sociale tant'è che si dimostrerà alla fine dei propri giorni che si è tutti uguali a dispetto che il funerale sia sfarzoso con la carrozza trainata da 6 coppie di cavalli o una semplice palata di terra sulla cassa da morto seppure di legno infimo.

carlottacharlie

Dom, 01/09/2019 - 17:56

Gentile Alberoni, lei ha colto nel segno : i grattacieli. Ho abitato per alcuni anni in uno dei migliori; guardando dal basso il mio 75° piano mi sentivo pervasa da un non so che di grandioso che mi faceva vedere il cielo ed il fluttuare del tempo, guardando dal 75° alla sommità vedevo il cielo, sentivo la brezza e, io non religiosa, mi trovavo a contatto con Dio.Credevo d'essere quasi l'unica a pensarla come lei riguardo l'arte e la sintonia che esercitano i grattacieli su di me e la mia adorazione per l'arte del passato, delle cattedrali. Grazie.

apostata

Dom, 01/09/2019 - 22:55

Non è così. Lo sfarzo, mentre l’umanità era nella miseria, è stato segno del potere squilibrato della chiesa, dei regnanti. La reggia di caserta, versailles sono veri insulti all’umanità dolente che vi viveva attorno. Altre forme potevano essere trovate che avrebbero dato più dignità, senso più giusto ai modelli umani e più verità alla bellezza. I grattaceli sono una forma economica di costruzione rispetto alla domanda, al mercato, al costo delle aree edificabili e illudersi che, magari dal 75° piano, possano avvicinarci a dio, renderci migliori è sconfinata ingenuità. È vero invece che molti artisti ignobili sono stati creati da mercanti d’arte che hanno saputo creare l’affare in relazione alla quantità di prodotto disponibile e alla capacità di orientare, illudendolo, il pubblico.

carlottacharlie

Lun, 02/09/2019 - 16:24

@apostata, già il nome è un programma; meglio la mia ingenuità che avere il cuore arido, affaristico che non nota e possiede la bellezza dell'anima,non crede?

carlottacharlie

Lun, 02/09/2019 - 16:41

Quali anime vuote ci siano son sempre tante già che non vedono mai bellezza, sono aride, affaristiche. Personalmente non ho mai rubato uno spillo a nessuno e del mio denaro ne faccio quel che voglio. Mi chiedo se gli aridi abbiano mai donato un ago del proprio, credo di no. Sono aridi che vorrebbero siano gli altri a donare ed hanno il vizio di giudicare senza sapere un tubo, sono privi di quel quid che fa innalzare l'uomo da bestia a senziente; (la mia famiglia ha una storia lunga lunghissima di edificazioni fin dall'anno 1000 per i poveri, per cattedrali (Milano), ospedali, musei, biblioteche, case e tutto a favore dei poveri che ancor oggi ne usufruiscono), non accetto lezioni da chi non si è mai privato d'un cent per gli altri, non si è privato d'un quarto d'ora del suo tempo per darlo a chi ha bisogno di una spalla su cui piangere o ridere. Non accetto lezioni da chi ha aridità di pensiero e non vede beltà.