"I profughi delle foibe non stupravano come i migranti di oggi"

Matteo Salvini, di fronte al memoriale per gli esuli istriano-dalmati di Bologna: "Quelli erano veri profughi, non stupravano e non chiedevano bistecche"

Una differenza c'è, anche se spesso vengono assimilati. Le parole fanno questo "scherzo". Quando però Matteo Salvini parla di profughi istriano-dalmati e dei migranti di oggi, ci tiene a sottolineare le differenze.

Non solo perché chi fuggiva dall'orrore delle foibe era un italiano, cacciato dalla sua terra dalla dittatura di Tito. E non tanto per la diversità di trattamento che ricevettero allora, rispetto a quanto l'Italia assicura agli immigrati di oggi. La differenza, dice Salvini, sta soprattutto nel comportamento tenuto dai "migranti": "Non mi sembra che i profughi giuliani scippassero, stuprassero, aggredissero, pretendessero colazione, pranzo e cena e se non gli van bene le lasagne vogliono la bistecca".

Non ci sono spazi di mediazione. Gli immigrati di oggi sono "bombe umane" pronte a "colpire il futuro dei nostri figli". Parole dure, ma sicure, dette di fronte al memoriale per gli esuli istriano-dalmati di Bologna, imbrattato da anonimi solo qualche giorno fa. Il messaggio del leader della Lega a Bologna e alla sua amministrazione è chiaro: "Questa città è in mano a balordi, una situazione da Unione Sovietica". Quel "comunismo" da cui scappavano gli esuli istriani.

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Commenti

Aegnor

Mar, 01/03/2016 - 18:17

Alcuni kkkompagni a Bologna e hinterland cominciano a sperimentare sulla propria pelle i cambiamenti in atto e non ne sono particolarmente felice,però,la maggioranza ancora si può permettere il ristorante 4 o 5 volte la settimana,non lavorare tanto li mantengono i genitori,i suv per i giorni lavorativi e quelli per i giorni festivi,le settimane bianche,Ibiza e via dicendo,piano piano toccherà anche a loro,abbiate fede