I sintomi da non sottovalutare per il tumore alla prostata

Il tumore alla prostata potrebbe non essere riconosciuto in tempo dagli uomini

Il tumore alla prostata potrebbe non essere riconosciuto in tempo dagli uomini. I sintomi che quasi sempre vengono ignorati sono: stanchezza cronica, dolore alle ossa, debolezza, disturbi urinari, difficoltà a dormire o a svolgere normali attività quotidiane, come camminare o salire le scale. Sarebbero questi i campanelli d’allarme che dovrebbero mettere in allerta gli uomini con un tumore alla prostata. Invece, come mette in evidenza un sondaggio presentato durante il Congresso di Oncologia Europeo (European Cancer Congress, appena conclusosi a Vienna), circa la metà dei pazienti che convive con una neoplasia prostatica in fase avanzata ignora il possibile significato di questi indizi e non si rivolge a un medico.

In Italia per il 2015 sono attese circa 35mila nuove diagnosi di carcinoma prostatico, la neoplasia più frequente tra i maschi a partire dai 50 anni di età. "La sopravvivenza dei malati è ottima - spiega Michele Gallucci, responsabile dell’Urologia all’Istituto Tumori Regina Elena di Roma e presidente dell’Associazione Urologi Italiani -: attualmente a 5 anni dalla diagnosi è vivo oltre il 90 per cento dei pazienti, e questa percentuale è in costante e sensibile aumento. Grazie alla diagnosi precoce e a nuove terapie sempre più efficaci, un numero crescente di persone riesce a convivere con la neoplasia per anni, persino per decenni. Ma è fondamentale che gli uomini riconoscano i sintomi della malattia che avanza e parlino subito con l’oncologo, l’urologo o il radioterapista che li ha in cura, in modo da poter iniziare subito la terapia più efficace nel loro caso con due scopi: bloccare l’evoluzione del cancro e mantenere una buona qualità di vita, senza dolore o altri disturbi, con vantaggi anche sull’allungamento della sopravvivenza".

"Il tumore della prostata può non essere sintomatico nelle fasi iniziali, ma avvisaglie come dolore grave o inspiegabile, difficoltà nel camminare, nel salire le scale o ad addormentarsi e perdita del controllo vescicale (problemi ad urinare, frequente necessità di fare pipì o sangue nelle urine) possono manifestarsi quando la malattia progredisce - aggiunge Giuseppe Procopio, responsabile dell’Oncologia medica genitourinaria all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. Questi disturbi dovrebbero indurre gli uomini a rivolgersi al proprio medico senza perdere tempo. Lo stadio del tumore prostatico è uno dei più importanti fattori nel determinare le opzioni di trattamento e le prospettive di recupero. La diagnosi precoce dei sintomi può non solo rallentare la progressione della malattia, ma anche potenzialmente migliorare la qualità di vita dei pazienti e avere un impatto positivo sui loro cari".

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