Immigrati, Frontex: record di arrivi, oltre 100mila a luglio

Più di 107,500 migranti alle frontiere Ue a luglio, il triplo rispetto al 2014. Da inizio anno registrati 340,000 arrivi

Immigrati, Frontex: record di arrivi, oltre 100mila a luglio

Gli arrivi di migranti a luglio hanno raggiunto la cifra record di 107.500, più del triplo di luglio 2014, oltrepassando per la prima volta la soglia dei 100mila in un solo mese. Il dato è diffuso da Frontex. Le cifre riportano l’arrivo di 107,500 migranti alle frontiere Ue a luglio, oltre il triplo rispetto al luglio del 2014 e il terzo consecutivo incremento mensile. Nel complesso dall’inizio dell’anno nell’Ue si sono registrati circa 340,000 arrivi, un numero già superiore al totale degli arrivi nel 2014. La maggior parte degli arrivi a luglio sono stati segnalati nelle isole greche di Lesbos, Chios, Samos e Kos (circa 50,000), mentre in Italia gli arrivi hanno superato le 20,000 unità a luglio, portando il numero di arrivi totali nel paese dall’inizio dell’anno a 90,000. La maggior parte dei migranti che sbarcano in Italia sono eritrei e nigeriani e nel 90% dei casi arrivano dopo essere partiti dalla Libia, segnala Frontex. In aumento sono anche i migranti che arrivano nell’Ue attraverso la rotta balcanica.

Intanto dai numeri emergono novità riguardo alla rotta che i migranti usano per sbarcare in Europa. Si guarda alla Libia come al nervo scoperto, al Paese da cui la maggior parte dei migranti diretti in Europa decide di partire, a bordo di vecchi pescherecci e gommoni stracolmi. Eppure, rilevano a Frontex, nel 2015 i migranti hanno cambiato decisamente rotta. Secondo i dati forniti dall’agenzia europea emerge che nei primi sei mesi di quest’anno sono 79.286 (+512% rispetto allo stesso periodo del 2014), le persone che hanno preferito entrare in Europa, via terra o via mare, attraverso la Turchia, contro i 67.261 partiti dalle coste libiche (+5% sul periodo gennaio-giugno 2014). Sbarcano sulle isole greche dell’Egeo o varcano il confine della Bulgaria meridionale. Da Frontex spiegano che "le prime tre nazionalità di migranti a seguire questa rotta sono Siria, Afghanistan e Iraq". Si lasciano alle spalle violenze, guerra e povertà, cercando di raggiungere i Paesi europei. "Nel 2014 - aggiunge l’agenzia europea - la rotta del Mediterraneo orientalè era la seconda più battuta per l’attraversamento illegale delle frontiere dell’Unione europea» con un totale di 50.831 migranti".

Sembravano cifre lontane dai 170.575 che lo scorso anno hanno seguito la rotta che Frontex definisce del Mediterraneo centrale. "Per molti anni - precisa l’agenzia europea - molti migranti che entravano in Europa via mare, partivano dalla Libia, punto di incontro delle rotte dei migranti dal Corno d’Africa e dall’Africa occidentale prima di imbarcarsi verso l’Europa". E invece i primi sei mesi del 2015 hanno mostrato, secondo i dati di Frontex, un vero e proprio cambio di rotta. E a dimostrarlo sono i recenti sbarchi e disordini sulle isole greche in cui l’emergenza dei migranti arrivati per lo più dalla Siria, è giunta a un picco significativo. Allo stesso tempo Frontex rileva una diminuzione del numero di siriani in partenza dalle coste libiche, in particolare a febbraio e a marzo. Secondo l’agenzia Ue "questo può essere dovuto alla situazione sempre più instabile in Libia e al fatto che Egitto e Algeria hanno aumentato i requisiti per il rilascio del visto per i siriani. In passato i due Paesi sono stati utilizzati come paesi di transito verso la Libia". La Turchia, invece, precisa l’agenzia europea, "non ha tali requisiti per i visti ai cittadini della Siria", che preferiscono, quindi, "entrare in Europa attraverso la Grecia e Bulgaria".

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