Spezza una vertebra all'agente, ma il giudice libera lo straniero

Una vertebra spezzata e 35 giorni di prognosi per un poliziotto brutalmente pestato da un extracomunitario. Per quest'ultimo niente carcere, ma solo obbligo di dimora e di firma

Spezza una vertebra all'agente, ma il giudice libera lo straniero

Non è bastato aggredire due poliziotti, buttarne uno per terra colpendolo con calci all’addome fino a rompergli una vertebra, con ben 35 giorni di prognosi, per finire in carcere.

È stato infatti rimesso in libertà, seppur con obbligo di dimora a San Pietro in Casale e obbligo quotidiano di firma, il trentacinquenne pregiudicato della Guinea che sabato sera in via Boldrini, a Bologna, ha aggredito due agenti di polizia giunti sul posto dopo diverse segnalazioni.

Non solo il reato di lesioni, ma anche quello di danneggiamento, infatti la furia dell’extracomunitario si è in seguito scatenata sulla volante. Una volta caricato in macchina, con l’ausilio di altri colleghi giunti sul posto, il guineano ha preso a calci il finestrino posteriore, distruggendolo.

Solidarietà dal Viminale

Sulla vicenda è intervenuto il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese che ha espresso solidarietà al poliziotto ferito: "Ringrazio ancora una volta le donne e gli uomini delle forze di polizia – ha dichiarato in una nota - che operano quotidianamente con grande sacrificio e senso del dovere, mettendo a repentaglio la loro incolumità per garantire e tutelare la sicurezza dei cittadini e delle nostre città".

Aggressione “flop” delle politiche sull’immigrazione

Dura invece la posizione della Lega che punta il dito sulle politiche in tema di immigrazione: “È solo l'ennesimo caso di violenza ai danni delle Forze dell'ordine frutto di anni di politiche locali sbagliate e di lassismo sull'immigrazione che la sinistra ha sempre caldeggiato e praticato”. A dirlo è la senatrice bolognese della Lega Lucia Borgonzoni, la quale chiede anche dotazioni adeguate per uomini e donne in divisa.

Poliziotti chiedono il taser

A fare eco alla Borgonzoni anche i sindacati di Polizia che, ancora una volta tornano a chiedere il taser: “Un fatto gravissimo che si sarebbe potuto evitare se gli operatori avessero avuto un taser. Siamo vicini al collega a cui esprimiamo totale solidarietà e gli auguri per una pronta e totale guarigione. E però non si può evitare di dire che circostanze simili continuano a verificarsi con drammatica frequenza, senza che ancora, dopo troppo tempo, gli operatori siano messi in condizioni di potersi difendere adeguatamente. E’ sconcertante che, fra i mille sacrifici che vengono richiesti alle Forze dell’ordine, e le mille emergenze che devono affrontare, ancora non possano contare su un banale taser a causa di contorti iter burocratici, su una tutela reale, su protocolli seri, su leggi all’altezza del massacro che si consuma quotidianamente sulle strade” dice in una nota Valter Mazzetti, segretario generale della Federazione sindacale della Polizia di Stato Fsp.

Il Mosap invece, con il segretario generale Fabio Conestà, chiede che la sicurezza divenga una priorità per il nuovo esecutivo, “è oramai un appuntamento quotidiano con la mattanza, la misura è colma – scrive - Non abbiamo mai smesso di chiedere tutele e dotazioni idonee ma siamo rimasti inascoltati. Ci auguriamo che questo nuovo esecutivo riservi un occhio più attento al tema della sicurezza facendone una priorità. Non siamo carne da macello, non è ammissibile questo bollettino di guerra” conclude.

Un’aggressione ai poliziotti ogni tre ore

“Cosa aspettiamo ad intervenire? Ormai siamo ad una aggressione ogni tre ore, ma chi avrebbe il compito di costruire un impianto normativo che tuteli le divise, pare continui a ignorare la violenza inaudita e gratuita che le donne e gli uomini in divisa subiscono ormai da anni in strada" fa sapere invece il Siulp per mezzo del segretario provinciale di Bologna Amedeo Landino, puntando il dito sull’esito della direttissima che, di fatto, ha rimesso in libertà il guineano, "restiamo ancora più convinti – prosegue Landino - che ciò accade perché chi delinque ha certezza dell’assoluta impunità ed è per questo che non ha nessun rispetto del poliziotto e dello Stato che rappresenta”.

Detenzione immediata per chi aggredisce forze dell’ordine

Il Siulp sottolinea la necessità di una norma ad hoc che punisca con la detenzione immediata chiunque si renda responsabile di violenza nei confronti di chi indossa una divisa. A tal proposito ricorda il lancio di una petizione per una legge ad iniziativa popolare che ha riscosso molto successo: “Purtroppo – spiegano -il risultato è che l’agente ferito dovrà persino anticipare tutte le spese per curarsi, comprensive dell’acquisto di presidi medici utili alla riabilitazione. Spese che è pronto a sostenere il Siulp. Tutto ciò non può essere più tollerato. Facciamo perciò appello alle forze politiche presenti in parlamento affinché si metta in agenda concretamente l’accorato appello di aiuto e vicinanza degli appartenenti alle Forze di Polizia che rischiano la vita in strada".