Inchiesta Diasorin, la Finanza copia i dati del telefono di Fontana

Sono state effettuate le copie forensi degli smartphone di Attilio Fontana, Giulio Gallera e Giulia Martinelli nell'ambito dell'inchiesta Diasorin

Continuano le indagini nell'ambito dell'inchiesta Diasorin da parte della Guardia di finanza di Pavia. Questa mattina i militari hanno acquisito i dati dei telefoni cellulari del governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana, della sua segretaria Giulia Martinelli e dell'assessore al welfare Giulio Gallera. Tutte le mail, le chati e qualsiasi altro scambio effettuato dai loro smartphone è stato inserito in una copia forense e messo a disposizione della Procura di Pavia.

Il fascicolo è stato aperto per peculato e turbata scelta del libero contraente per il caso dell'affidamento di 500mila test sierologici alla società Diasorin. Servivano per una sperimentazione effettuata successivamente nei laboratori del Policlinico San Matteo di Pavia. Insieme alle copie forensi telefoni dei tre sopracitati, sono state effettuate le stesse operazioni anche sui dispositivi elettronici di altre persone per uno dei tre filoni dell'inchiesta Diasorin. Nonostante l'acquisizione dei dati dei loro smartphone, né Attilio Fontana e nemmeno Giulia Martinelli sono indagati. La copia forense dei loro telefoni è stata chiesta dai pm di Pavia per verificare se siano intercorsi contatti tra i vertici del Policlinico San Matteo, indagati, e i vertici di Regione Lombardia.

A spiegare bene la situazione e a dissipare i dubbi e le incertezze di pensa Jacopo Pansa, legale difensore di Attilio Fontana: "Il presidente Fontana non è indagato ha subito una perquisizione presso terzi. Non gli è stato sequestrato nulla, è stata effettuata copia del contenuto del cellulare". Tuttavia, l'avvocato mette l'accento sulle modalità, non convenzionali, con le quali è avvenuto l'atto disposto dalla procura: "È grave però il fatto che la perquisizione sia avvenuta con modalità non pertinenti alle finalità dell'operazione con un decreto non circostanziato ma applicabile a chiunque, con evidenti criticità di carattere costituzionale vista la ovvia presenza di conversazioni di carattere istituzionale nel cellulare del presidente Fontana".

Il legale prosegue specificando che non era necessario, per gli uomini della Guardia di finanza, recarsi presso il domicilio del governatore per richiedere fare la copia forense del dispositivo mobile, perché "sarebbe stato sufficiente un invito a fornire i dati telefonici per raggiungere il medesimo risultato investigativo". Alla luce di questo, l'avvocato Pansa di riserva di agire legalmente, impugnando "il provvedimento per una verifica giurisdizionale sulla correttezza formale e sostanziale dell'atto disposto".

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Commenti
Ritratto di tomari

tomari

Gio, 24/09/2020 - 12:23

E delle museruole (mascherine) di Zingaretti? Come mai tutto tace?

Calmapiatta

Gio, 24/09/2020 - 12:24

la GdF fa il suo lavoro. Vorrei, però, che le Forze dell'Ordine, ma soprattutto la Magistratura, dimostrassero la stessa risoluzione quando si tratta di espellere, arrestare, indagare personaggi che, ignorati per anni, continuano a delinquere e divengono poi protagonisti della cronaca nera. Insomma chiudere le stalle prima che i buoi scappino sarebbe un modo più civile di agire

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vince50_19

Gio, 24/09/2020 - 12:24

La sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 51 del 2020 costituisce uno spartiacque fondamentale nella vita democratica del nostro Paese. Infatti l’articolo 270 cpp stabilisce il divieto di utilizzazione delle intercettazioni disposte ed effettuate in un procedimento diverso rispetto a quello in cui le si intende utilizzare, salvo che le suddette intercettazioni risultino necessarie a provare un reato per il quale è previsto l’arresto obbligatorio (cioè una categoria ristretta di reati molto gravi). Sarà stato così o è la solita ricerca a strascico per incastrare un avversario politico?

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Smax

Gio, 24/09/2020 - 12:30

E si, è caccia grossa alla Lega, l’anno prossimo si vota a Milano. Intanto mascherine e camici scomparsi nel lazio nessuno muove un dito, banchi a rotelle pagati 400 euro del valore reale di 40 e nessuno si muove...