Arezzo, la banda dell'est fa irruzione tra spari ed urla in albergo

La banda ha colpito sabato sera scorso in provincia di Arezzo tenendo ostaggio una ventina di ospiti e parte del personale per pochi ma interminabili minuti

Arezzo, la banda dell'est fa irruzione tra spari ed urla in albergo

Erano passate da poco le undici di sera di sabato scorso quando nell'Hotel Forum, a pochi passi dall’Outlet Village in zona Farniole a Foiano in Provincia di Arezzo, hanno fatto irruzione tre uomini armati. Hanno un passamontagna in testa, urlano ai clienti ed al personale presente di non muoversi minacciandoli di morte e per far vedere che le loro intenzioni sono serie sparano dei colpi di pistola in aria. La ventina di ospiti di Treviso tenuti in ostaggio ed il personale dell'albergo temono il peggio, il capobanda si dirige verso la reception e chiede alle dipendenti, con marcato accento dell'est, di svuotare la cassa mentre altri due rapinatori armati di taser e coltello controllano i prigionieri.

La situazione si fa ancora più tesa quando scoprono che il bottino è solo di 160 euro visto che la maggior parte dei pagamenti sono avvenuti tramite carte eletroniche e proprio in quel momento giungono dalla sala del ristorante adiacente alla hall il maitre dell'albergo assieme ad un cliente suo amico. Uno dei rapinatori tenta di copire il dipendente con il taser per ben due volte intimandolo di dargli gli altri soldi, ma lui schiva i colpi e cerca di reagire.

"Ho tentato di farli ragionare e di dissuaderli da farci del male – racconta il maître - ma sembravano non volersi arrendere. Continuavano a chiedere i soldi con un chiaro accento dell’est Europa. Gli ho spiegato che tutto quello che c’era era in cassa. Avevo la possibilità di bloccare l’uomo che mi stava minacciando, ma con la coda dell’occhio ho visto che il suo complice era armato di un coltello e stava per usarlo contro il mio amico. I banditi erano nervosi, sia per il magro bottino sia, forse, perché non si aspettavano di trovare quell’ora tutta quella gente nella hall. Si trattava di una parte degli ospiti dell’hotel, in tutto una sessantina che avevano appena finito di cenare nel nostro ristorante. Ho temuto il peggio. Ci siamo tutti buttati a terra come ci avevano intimato di fare sperando che questo incubo finisse senza conseguenze per nessuno".

Quando si rendono conto che non c'è più niente da poter prendere i rapinatori decidono di darsi alla fuga salendo su una macchina guidata da un quarto complice, subito vengono chiamati i soccorsi e appena giunta sul posto la pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Cortona (Arezzo) inizia le indagini, prendendo visione del video di sorvegianza dell'albergo e ascoltando le testimonianze degli ospiti e del personale presente.

Tramite dei controlli incrociati si viene a sapere che poche ore prima si era consumata una rapina simile, sempre ai danni di un hotel in Umbria, nel perugino, a Ponte Valleceppi, si tratta quindi probabilmente di una banda di rapinatori violenta e pericolosa che aveva agito secondo uno schema territoriale.

Sulla vicenda interviene la Senatrice leghista Tiziana Nisini, Segretario della Presidenza del Senato: “A distanza di pochi giorni la provincia di Arezzo è salita alla ribalta delle cronache nazionali per due episodi spiacevoli e gravi : questo e la vicenda di Monte SanSavino dove un imprenditore ha ucciso il ladro che si era introdotto nella sua azienda. Questi episodi sottolineano la necessità di un intervento massiccio delle forze dell’ordine a presidio del territorio e come già dichiarato non molto tempo fa da Miniatro dell’interno Matteo Salvini anche la Toscana beneficerà di un rafforzamento delle forze dell’ordine , 71 unità solo nella provincia di Arezzo.”
“I fatti avvenuti in questi ultimi giorni sul territorio aretino evidenziano che questo Governo con il decreto sicurezza approvato e firmato proprio oggi dal Presidente della Repubblica e con la legge sulla legittima difesa che passerà alla Camera dei deputati nelle prossime settimane sta dando delle risposte concrete ed indispensabili per evitare o quantomeno ridurre drasticamente tutti questi episodi che come possiamo notare sono per la maggior parte perpetrati da stranieri irregolari sul nostro territorio.”

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