Camionette e idranti: così sono stati sgomberati i No Pass

Manifestanti e polizia sono entrati in contatto al porto di Trieste quando le forze dell'ordine hanno iniziato lo sgombero del sit-in

Camionette e idranti: così sono stati sgomberati i No Pass

Lo sgombero del porto di Trieste, dove la tensione è alta da giorni, era nell'aria già da ieri ma i manifestanti pensavano che venisse messo in atto a partire dal 20. Invece la polizia ha giocato d'anticipo e questa mattina si sono presentati al varco VII occupato dallo scorso venerdì per liberare l'area. La tensione è salita ulteriormente, i portuali e i manifestanti, tra i quali la maggior parte liberi cittadini in protesta contro il Green pass, non ne hanno voluto sapere di lasciare il porto.

"Signori siete invitati a lasciare l'area portuale", hanno avvisato le forze dell'ordine al megafono alle 8.30 del mattino. Un invito non raccolto dai manifestanti, che presidiano il porto h24 dallo scorso venerdì con un sit-in a oltranza. A quel punto, le forze dell'ordine sono state costrette ad utilizzare gli idranti contro la folla di migliaia di persone accalcata al varco VII nel tentativo di disperderla. "Non vi facciamo niente, dovreste vergognarvi", hanno gridato i portuali e i manifestanti sotto i getti degli idranti.

Le camionette della polizia si sono fatte via via più numerose, lasciando presagire che lo sgombero di oggi non dev'essere solo intentato ma dev'essere portato a termine. I manifestanti non sembano, però, intenzionati a lasciare il loro presidio. Moltissimi i cori, sempre gli stessi, intonati dalle persone presenti. "La gente come noi non molla mai" e "Libertà" sono quelli più frequenti al porto di Trieste, dove si sono formati due netti schieramenti. Da una parte ci sono le decine di poliziotti in tenuta antisommossa, dall'altra i portuali, in testa al corteo e le migliaia di persone che da giorni sono in sciopero. Alla notizia dell'intenzione della polizia di sgomberare l'area si è creato un tam tam social che sta richiamando a Trieste altre persone.

Nonostante la presenza massiccia della polizia, i manifestanti non sono intenzionati a lasciare il porto. "Dobbiamo rendere fluida l'attività del porto", ha detto un funzionario di polizia a colloquio con i portuali, spiegando le ragioni della loro presenza. La situazione non sembra potersi sbloccare facilmente. Alcuni manifestanti, nel momento in cui la polizia ha azionati gli idranti e chiesto di liberare l'area, si sono seduti per terra.

Dopo alcuni minuti di dialogo tra polizia e manifestanti, le forze dell'ordine hanno fatto alzare i dimostranti e a quel punto la tensione è salita alle stelle. Le due parti sono entrate in contatto. La polizia ha avviato una carica di alleggerimento utilizzando scudi e idranti contro i manifestanti. "Siamo disarmati, abbiamo bambini a casa, vergogna", hanno gridato i triestini. Nel frattempo uno dei portuali, colto da un malore, è stato accopagnato in ospedale da un'ambulanza. Alcuni manifestanti sono stati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli al porto di Trieste. Lo conferma all'Agi un dirigente delle Forze dell'Ordine.

Dopo ore, il varco del porto di Trieste occupato dai manifestanti è stato liberato. Le forze dell'ordine hanno utilizzano idranti e lacrimogeni facendo pressione sui manifestanti, spinti verso l'area parcheggio per disperdere il sit in.

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