Lampedusa, 1.400 migranti in tre giorni: l'hotspot è al collasso

In tre giorni sono sbarcati oltre 1.400 clandestini. L'hotspot di contrada Imbriacola ormai non regge più. La denuncia: "I migranti vivono in pessime condizioni"

Lampedusa, 1.400 migranti in tre giorni: l'hotspot è al collasso

Si fa sempre più incandescente la situazione a Lampedusa a causa dei continui sbarchi di migranti. Senza tregua, senza respiro, sull'isola si continuano a contare incessantemente approdi di stranieri provenienti dall'altra sponda del Mediterraneo. In tre giorni sono riusciti ad approdare più di 1.400 migranti. Hotspot stracolmo, condizioni igienico sanitarie precarie e malcontento fra gli abitanti della maggiore delle Pelagie sono gli elementi che riassumono la situazione generale.

Ieri è stata una giornata intensa con 27 sbarchi, per un totale di 737 migranti. Fra loro, una settantina di donne, una ventina di minori e anche due neonati. A lavoro gli uomini della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto, che hanno operato via mare per recuperare i barchini intercettati a poche miglia dalle coste. Sul molo Favarolo invece hanno operato gli agenti di polizia e i carabinieri per le prime operazioni di identificazione e per garantire la sicurezza delle procedure di accoglienza. Incessante pure il lavoro dei sanitari impegnati sull’applicazione dei protocolli anti Covid.

Tra gli sbarchi di ieri, anche uno fantasma: 27 migranti sono stati rintracciati dai carabinieri nei pressi di un camping subito dopo il loro approdo ma dell’imbarcazione usata non vi è ancora nessuna traccia. I ritmi frenetici non sono terminati col calar del sole. Ieri notte sono stati contati infatti altri dodici sbarchi con a bordo tunisini e persone provenienti dall’Africa sub sahariana. Tutti adesso sono ospiti dentro l’hotspot di contrada Imbriacola, dove la situazione è ormai degenerata con più di 1.400 migranti all’interno. Nonostante la prefettura di Agrigento lavori continuamente per l’organizzazione dei trasferimenti, i flussi degli arrivi sono così intensi che la struttura non riesce a svuotarsi. Le dell’hotspot sono ormai degenerate con condizioni igienico sanitarie precarie.

A raccontare qual è la situazione a IlGiornale.it è il coordinatore della Lega di Lampedusa Attilio Lucia. “Ieri – racconta Lucia – sono stato dentro l’hotspot assieme a tre parlamentari della Lega che volevano vedere quali fossero le reali condizioni della struttura. Non appena siamo entrati siamo stati accolti da un cattivissimo odore. Ovunque ci giravamo vedevamo condizioni di accoglienza non adatte per gli esseri umani. Migranti coi materassini per terra, gente che piangeva e che chiedeva informazioni per una situazione migliore”. Il racconto del coordinatore della Lega di Lampedusa è proseguito con un altro particolare: “Siamo entrati dentro le stanze degli ospiti e c’erano anche dei fili elettrici scoperti e penzolanti”. Nel suo racconto Attilio Lucia ha spiegato che la situazione stia sfuggendo di mano: “Inutile che il sindaco Totò Martello dica che sia tutto sottocontrollo, qui la situazione è degenerata e quella che si sta facendo, in quelle condizioni, non è accoglienza. I migranti in quel modo, vivono in condizioni pessime”.

L’effetto immigrazione si sta facendo sentire un po’ ovunque lungo le coste della Sicilia. Nelle ultime ore ad Augusta, in provincia di Siracusa, sono approdati 66 migranti. Lo sbarco si è concluso con l’arresto di due scafisti. I poliziotti della Squadra mobile e finanzieri della Guardia di finanza, hanno messo le manette ai polsi di un trentaquattrenne originario della Moldavia e di un quarantaduenne del Kirghizistan per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Di nazionalità iraniana e irachena, i migranti erano stati intercettati ieri a poche miglia da Marzamemi dalla Capitaneria di porto e dalla Guardia di finanza e accompagnati nel porto di Augusta. Grazie alle informazioni raccolte tra i migranti, è stato possibile risalire ali autori della tratta.

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