“L'ottusa irresponsabilità dell'Uefa, che si rifiuta di spostare le partite degli Europei da città dove esiste un grave pericolo di contagio, è inaccettabile. Inaccettabile anche che i Paesi sovrani lo accettino, mettendo a rischio la salute dei loro cittadini”. Ad alimentare la polemica sulla cosiddetta variante Delta del Covid-19 è il virologo dell'Università San Raffaele di Milano, Roberto Burioni che ha scritto un post sui social. Il medico ritiene molto rischioso sottovalutare gli effetti della mutazione del Coronavirus e chiede di intervenire per tempo sulla scelta delle città dove far giocare le partite di calcio della fase finale degli Europei.
"Ci si contagia in 5-10 secondi". La verità sulla variante DeltaNonostante la tensione resta alta, il governo cerca di rassicurare gli italiani. “Già con la prima dose si è protetti dalla variante Delta, ma non in maniera completa, lo dimostra il fatto che nel Regno Unito chi si infetta è chi non si è vaccinato o chi ha fatto solo la prima dose. Quindi è necessario completare la vaccinazione”. Ad intervenire ai microfoni di Radio Cusano Campus è il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. “L'Australia – dice – sta avendo problemi perché ha solo un 5% della popolazione che ha completato il ciclo vaccinale. Dobbiamo rallentare l'ingresso della variante Delta, rafforzare ulteriormente il tracciamento e andare avanti con la vaccinazione”.
Indirettamente Sileri dà ragione a Burioni, dato che proprio in Inghilterra è prevista la finale dei campionati europei e il rischio contagio sembra essere molto alto. Il sottosegretario alla Salute cerca di gettare acqua sul fuoco. “É molto improbabile finire in ospedale se si è vaccinati – spiega – o non ti ammali o ti viene una forma molto più leggera della malattia, è chiaro che purtroppo ci sarà sempre qualcuno che avrà problemi anche con la vaccinazione, il rischio zero non esiste. Qualcuno ha detto che la variante Delta elude il vaccino, questo è falso, non elude il vaccino ma bisogna fare due dosi per essere protetti”.
Ecco perché la variante Delta è difficile da identificareIntanto, al netto delle preoccupazioni di Burioni, sono in tanti a temere che la variante Delta possa diventare dominante anche in Italia. “Ma non bisogna spaventarsi – dichiara il virologo Giorgio Palù – sebbene sia più contagiosa”. Il processo evolutivo di un virus pandemico consiste nell'adattarsi sempre di più alla specie ospite e non nel diventare più virulento, pena la sua stessa estinzione. Il componente del Comitato tecnico scientifico e presidente del cda dell'Aifa, in un'intervista al Corriere della Sera raccomanda di non dimenticare “le precauzioni di base, soprattutto l'uso della mascherina nei luoghi affollati e al chiuso”. La variante Delta, ricorda Palù, “è uno dei circa 20 ceppi mutanti del Sars-CoV-2 considerati oggetto di preoccupazione. È comparsa a dicembre 2020 in uno Stato nel nord dell'India, pochi mesi dopo è stata la causa di oltre 30mila casi al giorno a Nuova Delhi anche tra soggetti già guariti e vaccinati, ma è un'evoluzione naturale del virus che muta nel suo genoma”.
