Islamista pianificava attentato: "Darò gli infedeli in pasto ai cani"

Arrestato a Torino Mouner El Aoual, un clandestino che viveva da nove anni in casa di italiani. Aveva finto di essere una brava persona ma stava pianificando un attentato in Italia

Islamista pianificava attentato: "Darò gli infedeli in pasto ai cani"

Passare dalle parole di fatto era questione di settimane, se non di giorni. Mouner El Aoual stava, infatti, pianificando un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri jihadisti prima di sferrare l'attacco. Per evitare che il 29enne marocchino facesse vittime innocenti, il gip del tribunale di Torino l'ha fatto arrestare arrestato dai carabinieri del Ros (guarda il video). "L'uomo - ha scritto il magistrato nell'ordinanza di cattura - è un soggetto estremamente pericoloso e c'è un altissimo rischio di passare direttamente all'esecuzione di tali gravi atti di violenza".

L'attività di proselitismo sul web

Il provvedimento scaturisce dagli elementi raccolti durante un'indagine sui foreign fighter e sui lupi solitari. Nel settembre dello scorso anno erano stati accesi i fari su un certo "Salah Deen" che su Facebook condivideve immagini di propaganda jihadista che non potevano essere reperite facilmente in rete. Un elemento che ha spinto gli inquirenti a ipotizzare un inserimento del marocchino nello Stato islamico. Nelle stesse settimane anche l'Fbi aveva condiviso informazioni su un islamico radicalizzato attivo in una chat room del social network Zello con il nickname "ibn dawla7" ("figlio dello Stato" inteso Stato Islamico). Non solo. Come è emerso durante le indagini, era anche tra gli amministratori del canale "Lo Stato del Califfato Islamico" dove aveva appunto iniziato a pianificare un attentato terroristico nel nostro Paese ed era alla ricerca di altri musulmani radicalizzati pronti al jihad.

La copertura in casa di italiani

Mouner El Aoual è un immigrato irregolare, ma si trova in Italia dal 2008. Era riuscito a conquistarsi la fiducia di due italiani, madre e figlio, "tanto da farsi ospitare per nove anni" e da essere considerato da queste perone "alla stregua di un figlio adottivo". Grazie a questa sistemazione di comodo ed adottando tutte le cautele suggerite dallo Stato Islamico per i mujaheddin in Europa, si era garantito con il passare de tempo la massima copertura. "In modo particolare - fanno sapere gli inquirenti - usava utenze telefoniche intestate a italiani (tra cui quelle delle persone che lo ospitavano, ndr), riuscendo così a non destare sospetti sulle sue reali intenzioni".

"Evviva Abu Bakr al Baghdadi, giuro fedeltà a lui"

In chat El Aoual affermava di aver giurato fedeltà al suo emiro, Abu Bakr al Baghdadi, e di essere il portavoce dell'Isis. Non solo. Divulgava le notizie dell'agenzia Amaq, organo di stampa ufficiale dello Stato Islamico. "Evviva Abu Bakr al Baghdadi, io giuro fedeltà a lui in tutte le situazioni - scriveva lo scorso febbraio - lui è il mio Califfo, perché se lo è meritato. Io ho giurato fedeltà a lui con tutto me stesso". Sul web, poi, diffondeva i consigli indirizzati dall'Isis ai lupi solitari e ai foreign fighter che vivono in Europa, pubblicava materiale sulle tecniche di combattimento, di assassinio, di depistaggio dei controlli delle forze di polizia e sui comportamenti da tenere nei Paesi occidentali per diventare "invisibili" e istigava a compiere attentati contro i "miscredenti".

"Il sangue dell'infedele non è halal"

Sul canale "Zello" gli iscritti potevano liberamente fruire dei contenuti di matrice jihadista, ascoltare le notizie sullo Stato Islamico e parteciparo al processo di radicalizzazione. I nuovi membri, però, potevano intervenire attivamente nelle conversazioni solo dopo aver pronunciato uno specifico atto di giuramento di fedeltà: "Allah benedica il Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, i nostri signori Abu Bakr, Otmane, Omar, Alì e la madre di tutti i credenti Aisha". Sul canale era, poi, possibile scaricare documenti e libri come "Disposizioni sull'omicidio di volontari e servi del Cristianesimo", che spiega come uccidere i preti cristiani, "Dal potere al potere" o "Lo stato islamico e il suo Califfato moderno". "Noi vogliamo Medina, Mecca, Gerusalemme, la Casa Bianca e Roma, con il permesso di Allah ma non soltanto Siria…", scriveva El Aoual ai suoi augurandosi che i "traditori" vengano messi "nello spiedino del kebab" e, "dopo averli arrostiti", dati da mangiare ai cani. E invitava i fratelli a fare il jihad "sgozzando (i crociati, ndr) con un coltello, bruciandoli e facendoli a pezzi e rendendo le loro vite impossibili". E ancora: "Taglia la testa del Kafir (infedele, ndr), brucialo, annegalo, colpiscilo con il coltello, fallo esplodere, fai quello che vuoi, il sangue del Kafir non è halal".

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