Jessica pilota gli aerei senza le braccia

Non si è mai arresa alla malattia che ha fin dalla nascita e riesce a guidare solo con i piedi

Jessica pilota gli aerei senza le braccia

Jessica Cox non si è mai arresa alla sua malattia e anzi, ha voluto superare i suoi limiti e realizzare un sogno, riuscire a ottenere il brevetto di volo. Proprio lei che è nata senza le braccia a causa di una malformazione dalla nascita. Ma accompagnata da una fortissima forza di volontà. E ha sempre cercato di spronare chi si trova in difficoltà, spingendoli a non abbattersi, a non darsi mai per vinti “Non mi sono mai arresa, voglio dire alle persone con disabilità che tutto è possibile”. Dopo tre anni di addestramento è entrata nel Guinness dei Primati per aver ottenuto nel 2008 il certificato come pilota, il primo senza le braccia. Jessica può pilotare aerei leggeri a una altezza prestabilita. Pensare che la Cox aveva paura anche solo all’idea di salire su un aereo. Fino a quando un pilota le ha offerto la cloche. Da quel giorno si è innamorata del volo.

E ha capito che se qualcosa ci terrorizza, si deve avere il coraggio di affrontarla. Inoltre nel 2005 ha preso una laurea in psicologia per aiutare chi ha bisogno. Jessica riesce a guidare automobili e aerei con il solo uso dei piedi. E’ nata nel 1983 in Arizona e vive a Phoenix. E’ riuscita a ottenere risultati difficili anche per chi le braccia le ha. Come per esempio prendere il brevetto da sub o arrivare a ottenere la cintura nera di taekwondo, arte marziale coreana. Ma la sua conquista più importante è stata appunto poter guidare un aereo monomotore.

Jessica non si stanca mai di affermare che “Le persone pensano che non avere le braccia sia un limite, ma i limiti sono solo nella nostra testa”. Fin da piccola non si è mai arresa. A soli tre anni ha iniziato ginnastica artistica, a cinque ha imparato a nuotare, e un anno dopo si è dedicata al tip tap. Con gli anni ha anche imparato a suonare il piano, sempre con i piedi. Adesso Jessica aiuta gli altri a vincere le paure e superare i propri limiti. “Per tutta la vita ho desiderato sentirmi normale, tante volte mi sono sentita dire che non potevo fare quello o quell’altro a causa del mio handicap”. Di sicuro Jessica ha dimostrato a tutto il mondo che non è così.

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