Migranti, Kyenge: "Negano visti agli studenti". Ma la Farnesina aveva smentito

L’europarlamentare Pd si scaglia contro il respingimento della richiesta di visto ad uno “studente” togolese, accusando come sempre il governo nazionale. Le motivazioni fornite dalla Farnesina, tuttavia, sono ben diverse

Migranti, Kyenge: "Negano visti agli studenti". Ma la Farnesina aveva smentito

Cécile Kyenge Kashetu si sfoga nuovamente contro il governo, reo, a suo dire, di negare il diritto allo studio dei giovani africani.

L’ex ministro si rifà al contenuto di un articolo pubblicato sull’“Avvenire” per trovare nuova linfa vitale e schierarsi ancora una volta al fianco degli immigrati.

Sul quotidiano si parla della storia di tale Lawrence, 21enne togolese intenzionato a studiare economia aziendale presso l’università di Parma. Ciò nonostante, l’ambasciata italiana ha deciso di respingere la richiesta di visto da studente all’africano. A causa di ciò parte la reprimenda di Kyenge, che utilizza la sua pagina Facebook per lanciare l’allarme.

“Negano l'accoglienza alle persone in difficoltà”, si lamenta l’europarlamentare Pd. “Negano il rispetto dei diritti umani, tenendo in ostaggio i migranti sulle navi. Ora negano anche i visti necessari per venire a studiare in Italia”. E ancora: "Abbiamo il dovere di superare questa visione chiusa e isolata dell'Italia. Un Paese che rifiuta di aprirsi e di accogliere energie e intelligenze provenienti dal resto del mondo è un Paese incapace di progettare futuro, sviluppo e benessere”.

Peccato che, come riferito poi da una fonte vicina all’ambasciata, ci siano eccome le motivazioni alla base del rifiuto di quel visto. Si parla infatti di un eccessivo incremento delle domande di visto della sopra citata tipologia, con la denuncia di numerosissime irregolarità da parte dei presunti studenti africani. Un caso eclatante, ad esempio, è stato quello degli stranieri tesserati nello Spezia Calcio. Tra conti bancari fasulli, casi di iscrizione senza neppure un giorno di frequentazione delle lezioni e ricerche di lavoro che seguono le fasi accesso ai corsi, le anomalie non fanno che moltiplicarsi.

La stessa Farnesina, relativamente al Ghana, si è espressa in modo ufficiale, sollecitata proprio dall’“Avvenire”. “L’ambasciata italiana di Accra ha applicato oggettivi criteri di controllo volti a contrastare tentativi di elusione della normativa. Ovviamente l’azione dell’ambasciata si pone sempre in linea con l’obiettivo di favorire la mobilità internazionale giovanile e contribuire all’internazionalizzazione del sistema italiano di istruzione superiore”.

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