L’ultima dei cinesi, il piumino che cammina

Una ragazza a Bergamo ha comprato un giubbotto contraffatto e dopo continui pruriti si è accorta che dentro era pieno di vermi

L’ultima dei cinesi, il piumino che cammina

Cellulari che esplodono a causa della batteria troppo riscaldata, cancelleria (penne, correttori, temperamatite ed astucci) nociva, articoli sanitari (cerotti, fasce per dolori infiammatori) pericolosi, giocattoli e articoli per bambini per la prima pappa mortali, nonché prodotti elettrici (pile, riproduttori mp3 e spine elettriche) dannosi e cosmetici ed utensili da cucina (set di tazzine per caffè, moka, taglia mela, mestoli, posate, tegami) difettosi.

Da quando la Cina ha invaso l’Europa i suoi connazionali gialli ci hanno abituato un po’ a tutte le peggiori nefandezze. Ma questa ancora non l’avevamo sentita. Sono arrivati direttamente nel vecchio continente i giubbotti taroccati che camminano.

L’incredibile storia è successa a Bergamo. Prima di Natale una ragazza ha comprato un piumino al mercato, in una bancarella gestita da cinesi. Bello, caldo, pieno di piume, identico all’originale. Un prodotto contraffatto di una nota marca di capi sportivi, che nel negozio monomarca sarebbe costato oltre mille euro. Loro lo vendevano all’allettante somma di appena cinquanta euro. Con sconticino. Un affarone insomma.

La ragazza, soddisfatta dall’acquisto, l’ha poi indossato tutti i giorni fino a dopo l’Epifania. Dopo alcuni giorni ha iniziato a sentirsi qualcosa di strano addosso: tutte le volte che lo indossava avvertiva dei forti pruriti sulla schiena. In un primo momento aveva dato la colpa di quel fastidio alle piume contenute dentro al piumino e che probabilmente uscendo fuori la pungevano. In fondo per una cifra del genere si può anche sopportare qualche piccolo problemuccio. L’importante è l’estetica. Il contenuto non conta.

Un giorno la giovane non ce l’ha fatta più. Quel continuo grattarsi era diventato insostenibile. Una sera, tornata a casa lo ha buttato per terra dalla rabbia e ha notato che il giubbotto piano, piano aveva iniziato a spostarsi da solo. Piccoli impercettibili movimenti. Dopo lo stupore iniziale suo marito ha preso un coltello e lo ha tagliato in due. Come i biscotti cinesi con bigliettino augurale all’interno, anche quel piumino nascondeva dentro una sorpresa. In mezzo alle piume era nata una colonia di vermi.

I due hanno portato il giubbotto ad analizzare in un laboratorio. Il responso è stato incredibile: le piume d’oca al suo interno, che normalmente subiscono dei particolari processi di igienizzazione prima di essere utilizzati per l’abbigliamento, in questo caso non erano state trattate bene e non erano state sottoposte, quindi, a tutti i vari test igienici e sanitari previsti dalle numerose normative di legge, per cui dopo un po’ di tempo le piume erano marcite dentro il giubbotto sprigionando i vermi. Fortunatamente nessuna conseguenza fisica per la ragazza che comunque per prima cosa è corsa da un dermatologo per farsi visitare e poi dalla polizia per sporgere denuncia.

Tra le irregolarità che più spesso vengono riscontrate dalle forze dell’ordine sui prodotti cinesi contraffatti, ci sono i marchi e le attestazioni di sicurezza Ce che garantiscono la qualità e la tracciabilità, taroccati anche questi. Proprio questa irregolarità, presente anche sul piumino con le gambe, mette a rischio l’incolumità della salute pubblica. Gli articoli con queste false attestazioni risultano non sicuri perché non sottoposti alle verifiche previste da normative europee e nazionali.

Oggetti che diventano ancor più pericolosi quando finiscono nelle mani dei bambini che facilmente portano tutto alla bocca.

Ma i rischi anche per la salute in generale arrivano anche dagli oggetti di uso casalingo, in particolare utensili da cucina che vengono a contatto con alimenti quali le tazzine da caffè decorate con materiali dubbi o posate realizzate con metalli o resine non certificate.

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