L’uomo che ha battuto Autostrade: "Così mi hanno copiato il Tutor"

Parla Romolo Donnini, l'uomo che ha inventato e brevettato il tutor. Il sistema che - secondo la Corte d'Appello - sarebbe stato contraffatto da Autostrade

"Davide che sconfigge Golia? Beh, vediamo se sarà davvero così, fino alla fine non ci credo": parola di Romolo Donnini, l'uomo che (per ora) ha sconfitto Autostrade: la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Roma (presidente, Lucio Bochicchio) ha sancito che la compagnia ha violato il brevetto del tutor, appartente una piccola azienda di Greve in Chianti, la Craft, fondata appunto da Donnini.

Una lunga battaglia in aula

I tutor installati da Autostrade sono una contraffazione del brevetto: parola di giudice. Una boccata d'aria per Donnini: "Dopo tutti questi anni di battaglie legali, uno rimane soddisfatto a vedersi riconosciute le proprie ragioni". Non solo: per la Corte d'Appello, la società guidata dal Ceo Giovanni Castellucci dovrà versare ritirare tutti i sistemi e versare 500 euro per ogni giorno di ritardo. Cosa che non accadrà, dalla Spa fanno sapere che sostituiranno i tutor attuale con uno diverso e inoltre hanno già annunciato un ulteriore ricorso.

Lampo di genio

Tutto parte da Ponte agli Stolli, frazione di Figline, nel garage del padre di Romolo, con cui condivide il mestiere di tecnico dipendento delle Officine Galileo. Arte che poi ha portato aventi con il socio Andrea, arrivando a costruire uno dei pochissimi scanner fotogrammetrici in circolazione, come spiegano da Il Corriere della Sera. Ma la sua carriera ha una svolta alla fine degli anni Novanta: "Stavo guidando in autostrada col mio amico e socio Andrea, un’auto ci sorpassò a forte velocità per poi inchiodare davanti all’autovelox e ripartire a razzo subito dopo. Fu allora che iniziai a pensare a un sistema che misurasse la velocità non in un punto, ma su un tratto di carreggiata".

Ci lavoro sopra e deposita il brevetto dell’invenzione. Non contento lo presenta alla Società Autostrade. L'idea però - spiega- venne "accolse freddamente". Freddo che diventa gelo quando Autostrade presenta in grande stile un prodotto uguale al suo. "Era il mio brevetto" ammette orgoglioso. Da quel momento una lunga battaglia legale. E nonostante sia arrivata la sentenza non canta vittoria: "Sono soddisfatto, ma vedremo come andrà a finire".

Commenti

vincegriso

Mer, 11/04/2018 - 16:01

Qualcuno crede veramente che Autostrade per l’Italia non ha acquistato l’idea di Donnini per risparmiare e investire di più per la nostra sicurezza? Oppure è accaduto il contrario? Oltre che rubare il brevetto hanno istallato ogni poche centinaia di metri orribili dispendiosissimi (si pensi alla loro manutenzione negli anni) marchingegni, che rendono essi sì insicura la circolazione, deturpano ancor più il paesaggio, tutto per controllare incauti automobilisti e vessarli con pesanti multe di cui compartire una percentuale (?) Forse hanno evitato che una impresa terza potesse avere una funzione di controllo sul sistema? Un singolo passaggio in autostrada da nord a sud costa per una utilitaria più della tassa di circolazione per un anno su tutte le autostrade svizzere (ripeto SVIZZERE per chi non le conoscesse)! Lo fanno forse per favorire l’economia del sud? Forza Bertocchi in un prossimo articolo ci dica lei cosa c’è sotto!

Rossana Rossi

Mer, 11/04/2018 - 16:15

le solite vergognose cose all'italiana.........

Ritratto di rebecca

rebecca

Mer, 11/04/2018 - 18:22

attenti le zecche rosse sono in agguato, il loro borsellino è aperto in attesa che autostrade lo riempia di monetine.