L'Aifa approva il mix di vaccini: ecco come funziona

La Commissione tecnico-scientifica dell'Aifa ha approvato il mix di vaccini per tutti quelli che non riceveranno la seconda dose di AstraZeneca ma le critiche sono aspre. "Scelta incomprensibile ed irrazionale"

L'Aifa approva il mix di vaccini: ecco come funziona

Dopo alcuni giorni di riflessione e confusione, la Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’Aifa ha approvato il mix di vaccini diversi nei soggetti al di sotto dei 60 anni di età che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca.

Il comunicato dell'Aifa

"Anche in considerazione del mutato scenario epidemiologico di ridotta circolazione virale - scrive l'Agenzia Italiana del Farmaco in questo comunicato - sulla base di studi clinici pubblicati nelle ultime settimane, la CTS ha ritenuto, a fronte di un rilevante potenziamento della risposta anticorpale e un buon profilo di reattogenicità, di approvare il mix vaccinale (prima dose con Vaxzevria e seconda dose con Comirnaty o, per analogia, con il vaccino Moderna)". Secondo l'Agenzia, quindi, l'interazione tra due vaccini diversi potenzierebbe la risposta degli anticorpi e gli studi a cui fa riferimento sono alcuni trials condotti in Spagna ed Inghilterra. La CTS ha ritenuto che la seconda somministrazione con il vaccino ad Rna possa avvenire "a distanza di 8-12 settimane dalla somministrazione di Vaxzevria (AstraZeneca, ndr)".

Rischi e benefici

Se, da un lato, il beneficio potrebbe essere una maggiore risposta degli anticorpi rispetto alle due dosi con lo stesso vaccino, dall'altro lato la stessa Aifa, nel "Parere sulle modalità di utilizzo" del mix vaccinale, ha aggiunto che "seppure caratterizzato da una maggiore frequenza in termini di effetti collaterali locali e sistemici di grado lieve/moderato, è apparso nel complesso accettabile e gestibile": gli effetti collaterali, quindi, possono essere maggiori rispetto alle condizioni normali. Chi deciderà di cambiare vaccino, quindi, sa i rischi ai quali andrà incontro. Anche per questo motivo, infatti, il caos che regna su questa situazione non si placa: il governatore De Luca ha annunciato di aver inviato a Speranza una "nota tecnica" contenente i dubbi sulla vaccinazione eterologa ribadendo il no della sua Regione: il mix di vaccini, dice, "non ha avuto sul piano internazionale una sperimentazione ampia". Ma sono tanti anche gli addetti ai lavori che storcono il naso: ieri abbiamo pubblicato un articolo con le perplessità di Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, che ha sottolineato come ci siano "fasce d'età dove il rischio-beneficio potrebbe non essere accettabile soprattutto se ci sono altri vaccini a disposizione. Le maggiori perplessità sono dovute al famoso mix di vaccini".

"Gravissima perdita di credibilità"

In modo ancor più netto e per certi versi clamoroso, è il parere di Luca Pani, ex direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco ed oggi docente alla University of Miami negli States e a Modena in Italia, secondo il quale l'autorizzazione dell'Aifa "al mix vaccinale è incomprensibile e irrazionale. È una scelta basata su studi e dati deboli e rischia di rivelarsi presto un pericoloso boomerang", ha scritto sul quotidiano Il Foglio. "Il comunicato e la decisione della Cts dell'Aifa sono inspiegabili e incomprensibili pur con tutta la buona volontà di immedesimarsi nei ragionamenti di una Commissione di cui ho fatto parte per un quinquennio", osserva Pani. "Non ci si capisce più niente, meno il fatto che una pezza sopra l'altra hanno trasformato la saga AstraZeneca in un mostro figlio della paranoia e dell'avversione alla responsabilità. Il danno più preoccupante - rimarca Pani - è la gravissima perdita di credibilità delle agenzie regolatorie dei medicinali che dovrebbero promuove e proteggere la salute umana grazie all'uso corretto dei prodotti farmaceutici".