Lampedusa, manca l'ambulanza: così sono trasferiti i migranti infetti

I migranti positivi al Covid-19 portati in aeroporto con la Citroen del direttore dell'hotspot. Poi il trasferimento all'hotel San Paolo di Palermo

Lampedusa, manca l'ambulanza: così sono trasferiti i migranti infetti

Nessuna ambulanza per i migranti di Lampedusa positivi al Covid-19. Mentre il centro di prima accoglienza continua ad essere strapieno, il trasporto dall'hotspot all'aeroporto dell'isola viene eseguito sulla Citroen mehari del direttore Gian Lorenzo Marinese. Proprio ieri un paio di stranieri, dopo essere risultati positivi al coronavirus, sono stati trasferiti a Palermo. “Quando mi è stato chiesto se potevo mettere a disposizione la mia vettura privata per trasferire i positivi al Covid, non sono riuscito a dire di no – ha spiegato il direttore del centro – e quindi, seguendo il mio spirito collaborativo, abbiamo fatto tutto il percorso da contrada Imbriacola fino all’interno dell’aeroporto a forte velocità, scortati da due macchine della polizia di stato... in aeroporto poi, – ha affermato il direttore – abbiamo trovato personale sanitario attrezzato che ha preso in carico i due e li ha portati via in aereo seguendo minuziosamente tutte le pratiche anticovid”.

Emergenza sanitaria a Lampedusa

A Lampedusa l'ondata di sbarchi non accenna a dar tregua. Durante la notte si sono registrati sette approdi direttamente sulla terraferma e il soccorso di un barchino nelle acque antistanti l'isola. In tutto sono arrivate 250 clandestini. Nell'hotspot di contrada Imbriacola ci sono ora 950 ospiti, a fronte di una capienza massima di 95 persone. A preoccupare sono soprattutto le condizioni sanitarie, anche a fronte del fatto che negli ultimi giorni numerosi immigrati sono stati trovati positivi al coronavirus. Nelle ultime ore il direttore del centro di prima accoglienza è tornato a denunciare la triste situazione di Lampedusa: "Trovo molto discutibile se non scandaloso che nonostante ci siano condizioni estreme qui a Lampedusa, nessuno abbia provveduto fino ad oggi di fare arrivare sull’isola un’ambulanza che possa trasferire positivi". Dopo aver portare i due immigrati positivi al Covid in aeroporto, Marinese ha dovuto far sanificare la macchina. "Ovviamente - ha tenuto a specificare - sto prendendo tutte le precauzioni possibili anche perché qui ci vivo con la mia famiglia".

I due migranti risultati positivi al test sono stati trasferiti all'albergo "San Paolo Palace" di Palermo, una strttura convenzionata con l'Asp della Regione Siciliana. Per altri tre migranti, dopo un primo tampone positivo, sono arrivati esiti di test negativi: quindi resteranno all'interno della struttura d'accoglienza di Lampedusa. Intanto, visto la ripresa degli sbarchi, la Prefettura di Agrigento è già al lavoro per pianificare nuovi trasferimenti dall’isola.

Lo scontro con il governo

Nel frattempo continua la polemica a distanza tra la Regione e il governo Conte. Proprio ieri sera Carlo Sibilia, sottosegretario pentastellato al ministero dell'Interno è arrivato a dire che “quello che ci si aspetta è una seria collaborazione, non certo il blocco dei tamponi sui migranti, come accade da ieri a seguito di una ordinanza emanata proprio dai vertici della regione Sicilia”.

Affermazioni del tutto inesatte che si sono schiantate contro la risposta netta da parte dell’assessore alla Salute della Sicilia Ruggero Razza: "Il sottosegretario all'Interno non sa neppure leggere in italiano. L'ordinanza del presidente Musumeci obbliga ai tamponi, non il contrario. Ed è scritto a chiare lettere, senza possibili interpretazioni. Si fanno subito quando i migranti sono lasciati dalla forza pubblica il tempo necessario ai prelievi dei campioni, ovvero si fanno nei centri di arrivo come è capitato a chi da Lampedusa ha raggiunto Porto Empedocle o altre località. Solo ci vuole il tempo necessario e, quindi, si impone una celere identificazione. Mi spiace che si possano travisare i fatti in modo così stucchevole. Al posto di ringraziare per la collaborazione, cosa che ad oggi non è stato mai fatto formale, si alzano i toni. Insopportabile!".

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