Le lande desolate delle toghe

"Lande desolate" è il nome che di Nicola Gratteri ha dato all'inchiesta che nel dicembre del 2018 aveva devastato il vertice politico della regione Calabria

«Lande desolate» è il nome che di Nicola Gratteri, super procuratore di Catanzaro, magistrato star dell'antimafia, ha dato all'inchiesta che nel dicembre del 2018 aveva devastato il vertice politico della regione Calabria, dal governatore Mario Oliverio al vice presidente Nicola Adamo, entrambi del Pd, passando per la moglie di quest'ultimo, la deputata Enza Bruno Bossio. A distanza di due anni di «desolante» resta solo l'operato dell'intoccabile Gratteri, le vite personali e politiche rovinate degli accusati e la manipolazione da parte della magistratura del regolare corso della democrazia. Due giorni fa i giudici hanno infatti assolto Oliverio e tutti gli imputati politici per «non aver commesso il fatto», tanto lacunose e infondate erano le accuse del super procuratore che si crede l'erede di Giovanni Falcone.

Ma ormai è andata: Oliverio, abbandonato dal suo partito, non ha potuto ricandidarsi alle elezioni poi vinte nel febbraio 2020 dal centrodestra con la povera Jole Santelli, morta dopo soli otto mesi di governo. E dire che Gratteri, annunciando la sua retata di eccellenti, aveva commentato: «Questa inchiesta dimostra il fallimento della ricostruzione della Calabria, che continua a essere, purtroppo ahinoi, l'Africa del Nord». E invece si è dimostrato che la Calabria è ancora Italia, Paese (a volte) fondato sul diritto e non sulla mania di protagonismo di magistrati e di giornalisti loro compiacenti. Tipo Marco Travaglio che su Oliverio aveva fatto una feroce campagna per convincere Zingaretti a cacciarlo dal partito. E tipo Sigfrido Ranucci che l'altra sera a Report su Raitre ha confezionato, a spese dei contribuenti, l'ennesima bufala sulla contiguità alla mafia di Silvio Berlusconi riproponendo tesi già ampiamente smentite dai fatti.

A quando, mi chiedo, una bella puntata, meglio una serie, della Rai sugli errori giudiziari dei magistrati italiani, errori che, come nel caso di Gratteri su Oliverio, ma anche della procura di Milano su Ruby e Berlusconi, su Calogero Mannino e Clemente Mastella o sull'ex sindaco di Parma Pietro Vignali, hanno impunemente stravolto gli equilibri della politica? Forza Ranucci, forza Travaglio, fateci vedere di che pasta è fatto il giornalismo italiano. E speriamo, visto i risultati, sia una pasta migliore di quella dei magistrati alla Gratteri.

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Commenti
Ritratto di dlux

dlux

Gio, 07/01/2021 - 16:33

Il problema è molto più complesso. Facciamo l'ipotesi che Oliverio fosse stato sponsorizzato dalla destra: sarebbe già in galera ed avrebbero buttato via la chiave. Altro che! Quindi, al di là dell'operato di Gratteri, come di chiunque altro, in Italia abbiamo avuto, abbiamo ed avremo sempre un grosso punto interrogativo, destabilizzante e sovversivo, rappresentato dalla politicizzazione della magistratura che invalida tutto ciò che di buono viene svolto dalla autorità inquirente. Il virus del comunismo per ora può stare tranquillo: il vaccino non esiste.

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02121940

Gio, 07/01/2021 - 17:56

Meno male che c’è Sallusti. Una voce sincera che cogliamo su il Giornale, anche dal giornalaio.

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mauriziogiuntoli

Gio, 07/01/2021 - 19:31

"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro" è scritto nella nostra Carta dove pesa la sconfitta nella seconda guerra mondiale, dove non si parla di libertà e dove si rinnovano disvalori che la suddetta guerra pareva aver spazzato via. Uno di questi è la protervia della magistratura al cospetto di una politica volatile, della perenne divisione degli italiani, che però concordano su STATO TASSE E MANETTE secondo ideologie fascista e comunista a cui hanno dato le loro preferenze nell'ultimo secolo. La magistratura è figlia di tutto questo. E' autoritaria senza essere autorevole, è parziale perché non sa di indossare la toga, delle Istituzioni è la più forte e briga che qualche altra non lo diventi. E' figliastra delle due menzionate ideologie che, furtivamente incontratesi, sembra l'abbiano data alla luce. Però vive nell'ombra e c'è da averne paura. Sempre. E di chi la adora, anche di più.

Morion

Ven, 08/01/2021 - 17:01

Un mondo dove non si possa indagare su politici e colletti bianchi: sarebbe stupendo. Lasciamo ai poveracci l'onta del carcere!

kytra1936

Ven, 08/01/2021 - 17:52

33 anni dopo la morte (per colpa dei giudici) di Enzo Tortora, ancora c'è in Italia una casta di intoccabili che quando sbaglia, non paga. Anche perché qualche loro auto-proclamato portavoce insiste nel dire che una persona assolta è solo un colpevole che è stato abile a nascondere il misfatto. E, a giudicare da certi commenti, la pensano così anche certi nostri concittadini che riescono a gongolare solo pigliandosela con un "potente" come ai tempi della Inquisizione. Oggi, sul vs giornale c'é un altro titolo: LA DESTRA VOLA. Benissimo: ma quando finalmente saranno stati rimandati a casa questi ridicoli e dannosi incapaci che si sono impadroniti del potere, siamo certi che si avrà finalmente il coraggio di attuare quella riforma della giustizia di cui l'Italia ha bisogno ?

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manasse

Ven, 08/01/2021 - 18:51

a quando la responsabilità civile dei magistrati che commettono cxxxxxe

roberto zanella

Sab, 09/01/2021 - 18:06

RIFORMA DELLA GIU-STI-ZIA UNA VOLTE PER TUTTE.....MA-GI-STRA-TI...ELETTI DAL POPOLO ITALIANO CON FEDINE TRASPARENTI COME LE FIGURINE PANINI....NE TROVEREMO POCHI BENE CAMBIERANNO MESTIERE DENTRO GENTE GIOVANE CHE CI CREDE....MA FACCIAMOLO UNA VOLTA PER TUTTE.....COME LA ELEZIONE DEL PDR..IN MODO DIRETTO CON SCHEDA ELETTORALE....QUESTO DEVE ESSERE IL PROGRAMMA DI CENTRO DESTRA E BERLUSCONI LA PIANTI DI FARE L'EUROPEISTA DI SINISTRA....

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Dom, 10/01/2021 - 17:20

La riforma della giustizia sarebbe sacrosanta. Ma mi domando chi la potrebbe fare visto che la sinistra è quella che è e a destra c'è chi ha governato un anno con gli adoratori dei magistrati i quali, purtroppo, rappresentano la sempiterna inclinazione degli italici verso le ideologie di fasci e comunisti. Ed odierni epigoni appena appena camuffati.