Lecce, poliziotto scopre giro criminale mentre fa footing

È stato ritrovato in un casolare abbandonato un borsone con dentro tre pistole e un kalashnikov con relative munizioni. Ora gli investigatori sono alla ricerca dei responsabili

Tre pistole e un kalashnikov perfettamente funzionanti e pronti per essere utilizzati con tanto di munizionamento. È quanto ritrovato dagli agenti della questura nelle campagne di Lecce, nella zona di San Cataldo, in un casolare abbandonato.
A segnalare ai poliziotti le armi è stato un altro agente che, fuori dal turno di servizio, mentre faceva footing in campagna, ha notato tre giovani, si presume stranieri, che scavalcavano il muro di recinzione di una proprietà reggendo in mano un borsone di grosse dimensioni di colore nero. Il poliziotto ha dato l'allarme chiamando i colleghi del 113.
Gli agenti giunti sul posto, dopo aver messo al setaggio l’intero perimetro della proprietà hanno rinvenuto, all’interno del casolare, la sacca ben nascosta sotto un cumulo di detriti.
Una volta aperto il borsone, gli agenti hanno fatto una scoperta inaspettata. Era pieno di armi. Ora sono in corso indagini da parte degli investigatori per stabilire, attraverso gli esami balistici, se le armi sono state già utilizzate per delle azioni criminose e per risalire anche ai tre responsabili.

Non è il primo caso del genere. Appena quattro giorni fa in Calabria, in particolare a Limbadi, un Comune in provincia di Vibo Valentia, è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale dai carabinieri del nucleo radiomobile. Le armi e le munizioni clandestine, sono state ritrovate in quello che viene considerato il feudo del clan Mancuso, una delle famiglie della 'ndrangheta più potenti della Calabria. Una pistola, centinaia di proiettili, anche di kalashnikov, manette e droga è quanto trovato dai militari dell'arma durante la perquisizione in un'abitazione. A finire in manette un giovane di 19 anni.