Il liceo durerà un anno in meno: sperimentazione in 60 scuole

È tutto previsto in un decreto che la ministra dell’istruzione Stefania Giannini sta per firmare. Ma i sindacati lamentano una mancanza di discussione

Il liceo durerà un anno in meno: sperimentazione in 60 scuole

Mille ore in meno. Anche di più se si considerano il liceo classico o l’artistico. Ma i programmi non dovranno essere toccati.

Come precisa il Corriere della Sera, si tratta solo di una sperimentazione, ,ma già dal prossimo anno scolastico gli studenti usciti dalle medie potranno iscriversi in tutta Italia a 60 prime classi di liceo o istituto tecnico che avranno un percorso di studi di quattro anni anziché cinque.

I diplomati quindi usciranno da scuola a 18 anni, come avviene in altri Paesi europei come Spagna, Inghilterra e Francia. Non prima di aver fatto però gli ultimi due anni di alternanza scuola-lavoro (200 ore di stage in aziende e istituzioni pubbliche e private), aver studiato una materia in lingua straniera (la Clil), aver partecipato a progetti per la valorizzazione delle eccellenze (olimpiadi e certamina) e magari aver trascorso un periodo di studio all’estero.

È tutto previsto in un decreto che la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini sta per firmare e che prevede un bando rivolto a tutte le superiori — licei e istituti tecnici — statali e paritari d’Italia che dovranno presentare progetti di "innovazione metodologico-didattica" per far sì che gli studenti raggiungano "gli obiettivi specifici di apprendimento e competenze previsti per il quinto anno di corso entro il termine del quarto anno".

Le modalità con cui il programma di cinque anni verrà ridotto a quattro non è descritto nel decreto. Saranno quindi le scuole a stabilirlo proponendo la propria ricetta al Miur, che selezionerà i progetti migliori.

I sindacati, Cgil in testa, lamentano però una mancanza di discussione su un "tema delicato che in realtà — spiega Domenico Pantaleo — dovrebbe riguardare tutti i cicli di studio e non solo un segmento del sistema: non si capisce quale sia l’obiettivo finale e si rischia di creare un percorso elitario per pochi".

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