L'indiscrezione bomba: "Niente domande al Papa sulla riforma della Curia"

Secondo Dagospia, nella riunione in Vaticano sulla costituzione apostolica “Praedicate Evangelium” non saranno ammessi interventi dai cardinali

L'indiscrezione bomba: "Niente domande al Papa sulla riforma della Curia"

Si avvicina l'inizio dell'incontro voluto da Papa Francesco con tutti i cardinali del mondo per riflettere sulla costituzione apostolica “Praedicate Evangelium”. Nell'annunciare questo appuntamento durante il Regina Caeli del 29 maggio scorso, il Pontefice argentino ha utilizzato proprio questo verbo: riflettere. Tuttavia, tra diversi cardinali veterani è tanta la voglia di parlare e far sentire la propria opinione sulla riforma della Curia (e non solo).

Per risalire all'ultima riunione di questo tipo, infatti, bisogna risalire al febbraio 2014 con il Concistoro Straordinario del Collegio Cardinalizio dedicato alla famiglia. Bergoglio affidò al cardinale Walter Kasper la relazione introduttiva che apriva alla comunione ai divorziati, preparando il terreno al successivo Sinodo sulla famiglia. In quell'ultimo incontro con tutto il Collegio, però, ci fu un franco dibattito e si alzarono diverse voci dissenzienti verso la linea aperturista del presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

Da allora non c'è più stata una circostanza simile e per essere aiutato nel governo della Chiesa, Francesco ha preferito affidarsi esclusivamente a pochi membri del Sacro Collegio, quelli da lui nominati nel Consiglio dei cardinali. Per questo motivo, la riunione convocata il 29 e 30 agosto e successiva al Concistoro per la creazione di venti nuovi cardinali (uno, il belga monsignor Lucas Van Looy, ha rinunciato dopo le polemiche per la sua presunta copertura di casi di abusi) veniva vista come un'opportunità per chiedere chiarimenti al Santo Padre sulla discussa riforma della Curia entrata in vigore lo scorso 5 giugno.

Ma ieri Dagospia ha lanciato la bomba: il segretario del Consiglio dei cardinali, monsignor Marco Mellino avrebbe fatto sapere ai porporati che dopo la lettura della presentazione generale della costituzione apostolica da lui fatta, non saranno previste né domande né interventi nell'Aula del Sinodo. Nel testo, fatto trapelare e pubblicato dal popolare sito di Roberto D'Agostino, si tenta di chiarire uno dei punti che avevano suscitato maggiori perplessità all'uscita della “Praedicate Evangelium”: il "declassamento" dell'ex Congregazione per la dottrina della fede presentata dopo il nuovo Dicastero per l'Evangelizzazione che sarà presieduto dal Papa in persona.

"Questa scelta - si legge nel documento consegnato da monsignor Mellino ai porporati - la si comprende bene alla luce del cambiamento di epoca che storicamente si sta compiendo e che richiede inevitabilmente alla Chiesa di affrontare sfide inedite, proiettandosi verso nuove frontiere sia nella prima missione ad gentes, sia nella nuova evangelizzazione di popoli che hanno già ricevuto l'annuncio di Cristo." Parole che probabilmente non troveranno tutti d'accordo e che apriranno un ulteriore dibattito sullo scopo della riforma della Curia. Bisognerà capire se questo dibattito avrà luogo di fronte a Francesco nell'Aula del Sinodo o se sarà confermata l'indiscrezione sul 'no' tassativo ad interventi e domande.

Intanto il testo avrebbe già suscitato le prime critiche di alcuni membri del Collegio che, secondo Dagospia, lo riterrebbero "un pot pourri di riflessioni" di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Francesco stesso. Si vedrà se, con queste premesse, le aspettative sulla riunione si ridimensioneranno.

E' probabile, in ogni caso, che non tutti i cardinali arriverranno a Roma il 29 e 30 agosto, considerando le situazioni complesse vissute in alcuni Paesi che scoraggiano il viaggio e anche il caldo dell'alta stagione estiva che può diventare pericoloso per i prelati più anziani.

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