Lite Belpietro-Gumpel, il direttore: "Arrogante tedesco. In Italia è ospite"

Dopo lo scontro a Cartabianca, il pezzo di Belpietro contro il collega tedesco: "Per Udo serve il Daspo. Di hooligan ne abbiamo abbastanza"

Lite Belpietro-Gumpel, il direttore: "Arrogante tedesco. In Italia è ospite"

Continua lo scontro a distanza Maurizio Belpietro e Udo Gümpel. Dopo il duro scontro andato in onda a Cartabianca su Rai3, è il direttore de La Verità a mettere i puntini sulle "i" di un faccia a faccia che ha fatto (anche) il giro dei social.

In un lungo articolo pubblicato sul suo quotidiano, Belpetro ripercorre quanto successo quella sera. Il tema della dello scontro era la gestione dei flussi migratori. "Quando è venuto il mio turno - spiega il direttore - e ho cercato di spiegare che ogni Paese europeo fa i propri interessi e la Germania, sia sui profughi che sulle banche, fa i suoi, Gümpel ha iniziato a urlare". Il video mostra il faccia a faccia dai toni accesi (guarda). "Prima si è lasciato andare gridando 'Questo racconta cazzate' - continua Belpietro -. Poi è passato a strillare contro di me, che - ribadisco - ero in collegamento e dunque con difficoltà di ascolto e impossibilitato a vedere che cosa stesse succedendo in studio, accusandomi di essere un diffamatore".

Ad aver irritato il direttore è stato quanto successo "un certo punto" quando "essendo a corto di insulti" Gumpel "si è messo a fare boccacce e a lanciare grida senza senso". Belpietro ricorda di non aver "insultato" il collega né "l'ho sollecitato a interrompermi" o "provocato". "Solo - continua - mi sono permesso di dire che, a differenza di quanto sostenuto da chi mi aveva preceduto, l'Italia non è un Paese incivile, aggiungendo che la Germania, per risolvere il problema dell' immigrazione che tramite Turchia rischiava di invaderla, ha indotto l'Europa a pagare 6 miliardi ad Ankara".

Ora Belpietro accusa Gumpel, "uno che parla del ritorno del fascismo", di aver urlato "per impedirmi di parlare su una rete pubblica, cioè su una televisione pagata dagli italiani". Per questo il direttore si ritiene "offeso come cittadino italiano che paga le tasse, anche quelle riguardanti il servizio pubblico". Il motivo? "A nessuno - spiega - può essere consentito di privare un' altra persona del diritto di parola. Lo dice la Costituzione. A maggior ragione non può essere consentito a un arrogante giornalista tedesco, che in Italia è ospite".

Secondo il direttore de La Verità dunque il collega tedesco "deve essere bandito da tutte le trasmissioni del servizio pubblico. Non ne ha diritto. Punto. Non si tratta di censura, ma di democrazia. Per Udo serve il Daspo. Di hooligan ne abbiamo abbastanza, non abbiamo bisogno di importarli".

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