Lombardia in arancione? Ecco la data della svolta

Il valore dell’Rt è di 0,89 e i contagi sono sotto la soglia di 250 per 100mila abitanti. Terapie intensive al 60%

Lombardia in arancione? Ecco la data della svolta

La Lombardia dal prossimo 12 aprile potrebbe forse tornare a colorarsi di arancione. Ancora una settimana e, se tutto continuerà per il meglio, potremo ricominciare almeno un po’ a uscire. Il numero di contagi è in calo, ieri 250, dopo aver toccato il picco verso la metà di marzo. Nella prossima settimana questo dato dovrebbe continuare a scendere e allontanarsi quindi dalla soglia dei 250 casi per 100mila abitanti su cui si basa la cabina di regia. Se il prossimo monitoraggio settimanale, atteso per venerdì 9 aprile, vedrà l’indice consolidarsi, la Lombardia non dovrà aspettare altre due settimane per tornare in zona arancione. Come reso noto dal governo infatti, il nuovo sistema per l’incidenza consente la rivalutazione di settimana in settimana. Ma non sarà solo questo il parametro che verrà valutato.

La Lombardia in continuo miglioramento

Come riportato dal Corriere, per quanto riguarda i casi, il picco era stato raggiunto tra l’8 e il 14 marzo, con 33.061. Ecco le tre tappe della discesa: 30.882 al 21 marzo, 28.557 la scorsa settimana e oggi si è in attesa del dato relativo alla prima settimana di aprile che dovrebbe essere di circa 25mila. Per quanto riguarda ieri, i nuovi casi registrati dal bollettino sono stati 4.132, con il 7,1% sui tamponi eseguiti. Secondo l’ultimo decreto firmato dal premier Mario Draghi, l’Italia resterà colorata di arancione o rosso fino alla fine del mese corrente. Nessuna possibilità di diventare gialli anche se la Lombardia avrebbe l’Rt da zona gialla, nell’ultimo monitoraggio il valore era infatti 0,89. Bene anche il dato riguardante la città di Milano che ieri segnava 0,97. Una discesa, anche se lenta.

A preoccupare ancora sono i letti occupati nei reparti di terapia intensiva, pieni al 60%. Ieri il dato generale è tornato a salire di 5 unità arrivando a 862, mentre sono diminuiti di 43 letti quelli negli altri reparti Covid, 6.660.

Varianti e numero di vaccinazioni

Anche altri due aspetti rilevanti verranno presi in considerazione dal Comitato tecnico scientifico. Uno di questi riguarda l’andamento delle varianti, che anche in Lombardia, come nelle altre regioni, vede quella inglese dominante. Quello che si cerca di fare è tenere sotto controllo le altre, soprattutto la brasiliana che risulta essere più resistente ai vaccini. Importante anche il numero di inoculazioni, che nella giornata di ieri sono arrivate a più di 1.714.000 dosi somministrate, ovvero l’88% della quantità ricevuta. L’obiettivo della Regione è quello di riuscire a terminare le vaccinazioni degli over 80 entro l’11 aprile. In questo modo, dal giorno seguente si potrà dare inizio alla fase massiva. All’inaugurazione dell’hub vaccinale della Schiranna di Varese, il presidente della Regione Attilio Fontana ha spiegato: “Sono convinto che da quella data riusciremo a dire basta a queste limitazioni che stiamo subendo. Ai medici, infermieri e volontari, che da un anno stanno dando risposta alle tante richieste di aiuto che arrivano dai cittadini, chiedo di fare un ultimo sforzo per consentire che si concluda la campagna di vaccinazione, unico modo con cui riusciremo finalmente a sconfiggere il virus e a toglierci da questo incubo”.

Una polemica di alcuni sindaci si è alzata ieri. L’Ats ha precisato che la prima fase degli over 80 continuerà negli spazi già attrezzati, mentre quella di massa si svolgerà in centri più ampi dove verranno spostate le linee vaccinali costruite da altre parti. Concettina Monguzzi, primo cittadino di Lissone, ha così commentato: “Avrei preferito i centri di prossimità per dare la possibilità ai cittadini di spostarsi il meno possibile e trovare il proprio medico a vaccinarli”.

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