Lombardia, misurare la febbre a chi entra nei supermercati

L’ordinanza firmata dal governatore, Attilio Fontana, prevede la misurazione della temperatura corporea a tutti i clienti. Chi ha febbre non può entrare

La regione Lombardia si blinda. Il governatore, Attilio Fontana, davanti al continuo via vai di chi fa jogging, ha firmato un’ordinanza che dispone il divieto di fare attività all’aperto, se non sotto casa e rigorosamente in solitudine. Chiusi anche tutti i cantieri edili e gli studi professionali. Queste non sono le uniche misure. Ma c’è qualcosa in più. Si prevede infatti anche la misurazione della febbre per chi entra nei supermercati e nelle farmacie della regione.

In base all’ordinanza emessa il 21 marzo, si prevede la misurazione della febbre a chi si reca negli esercizi commerciali ancora aperti e, in caso sia pari o superiore a 37,5°, c’è l’obbligo di vietare l’ingresso. Restano aperti praticamente soltanto supermercati, farmacie ed edicole. E in queste attività sarà possibile domandare ai clienti di misurare la temperatura. Non è per ora del tutto chiaro quali siano le responsabilità per i gestori qualora si rilevi uno stato febbrile. E si annuncia comunque complicato prendere la temperatura a ogni cliente. Peraltro, questi controlli devono essere effettuati da personale qualificato.

Così recita la norma firmata dal presidente Fontana: "Si raccomanda di provvedere alla rilevazione sistematica della temperatura anche ai clienti presso i supermercati e le farmacie. Oltre che ai dipendenti dei luoghi di lavoro, se aperti, e a tutti coloro che vengono intercettati dall’azione di verifica del rispetto dei divieti dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale".

Poi si segnala una nuova proposta. Consegna a domicilio dei prodotti alimentari e di prima necessità, oltre che dei farmaci che garantiscono la continuità assistenziale dei pazienti, evitando l’accesso in ospedale per il ritiro dei medicinali. Sono due iniziative portate avanti dalla giunta lombarda. In particolare, si promuove l’iniziativa "Negozi a casa tua", finalizzata alla pubblicazione, sul sito dei comuni regionali, dei dati degli operatori commerciali che effettuano la consegna a domicilio dei prodotti alimentari e di prima necessità.

L’opportunità, realizzata in collaborazione con Anci Lombardia, Confcommercio Lombardia e Confesercenti Lombardia, è stata attivata per favorire i cittadini a seguito dell’emergenza coronavirus. Sottolinea l’assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini: "I comuni che aderiscono, speriamo la stragrande maggioranza, si impegnano a fornire ai cittadini l’elenco dei commercianti che effettuano la consegna a domicilio sul territorio comunale con relativi riferimenti telefonici e/o di posta elettronica".

"Nello stesso modo - prosegue Caparini - i commercianti, rispettando le norme igienico-sanitarie e la correttezza delle transazioni e dei rapporti con i clienti, consegnano i prodotti a domicilio". Gli esercizi che vorranno pubblicizzare il servizio potranno scrivere a negoziacasatua@regione.lombardia.it indicando il link al quale fare riferimento.

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Commenti

Risen

Lun, 23/03/2020 - 16:31

Misurare la temperatura a tutti vuole dire favorire l'assembramento di persone che causerebbero la diffusione del virus,grazie fontana per l'ennesimo provvedimento disastroso

jaguar

Lun, 23/03/2020 - 16:36

Assurdo, l'eventuale febbricitante se ne va a casa e manderà al suo posto un familiare, magari asintomatico ma col covid 19.

Giorgio5819

Lun, 23/03/2020 - 17:11

Corretto.

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Opera13

Lun, 23/03/2020 - 17:14

Ottimo. Se non ce l'hai, lo prendi e metti anche il popolo a dieta. Forse Fontana farebbe meglio limitare l'accesso simultaneo.

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mbferno

Lun, 23/03/2020 - 17:17

Ma chi è che va a fare la spesa con la febbre? Ma dai....

polonio210

Lun, 23/03/2020 - 17:55

ARTICOLO 32 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività,e garantisce cure gratuite agli indigenti.Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge".Non mi pare che la Costituzione sia stata abrogata,ma se non me ne fossi accorto scusatemi,perciò serve una legge dello Stato per imporre ad un cittadino un qualunque trattamento sanitario.Una regione non ha la facoltà di promulgare leggi(facoltà degli organi parlamentari).Chi poi dovrebbe prendere la temperatura?Un dipendende dell'esercizio commerciale?Un tutore dell'ordine?Servirebbe un medico o un infermiere che garantisca la correttezza dell'esame?Con quale mezzo?Con un termometro sotto l'ascella o con uno elettronico(di cui è nota la scarsa affidabilità)omologato dal Ministero della Salute o comperato dai cinesi?

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Leonida55

Lun, 23/03/2020 - 18:31

Giustissimo.

Giorgio5819

Lun, 23/03/2020 - 19:01

polonio210, scrivi pure in libertà, MA STAI A CASA ! Somaro !

ruggerobarretti

Lun, 23/03/2020 - 19:02

La realta' delle citta' e' particolare, per carita', ma se Fontana ritiene che fare attivita' sportiva in solitaria possa creare problemi e l'OMS veramente ha comunicato l'esatto contrario, dovrebbe vietarla completamente. Che senso ha dire "corri sotto casa" o entro 200 metri come invece ha decretato qualcun altro??? Io vivo circondato dalla campagna, se esco sotto casa ho piu' probabilita' di incontrare qualcun'altro (poi terrei sempre la debita distanza, l'altro/altri spero anche) ma se mi allontanassi chesso' di un km mi ritroverei completamente immerso nella natura. Probabilita' di incontrare altro essere umano praticamente zero. Allora o e' provato scientificamente che correre all'aria aperta veicola sempre e comunque il contagio e quindi si scrive nero su bianco che e' VIETATO oppure e' semplicemente ridicolo ( a parer mio) tirar fuori queste soluzioni "democristiane".