L'ultima follia del gender: le "cheerleader maschi"

Una ricercatrice britannica propone di spingere i ragazzi (maschi) ad emulare le coetanee che si esibiscono in gonnellino e pon pon

L'ultima follia del gender: le "cheerleader maschi"

Un bambino che gioca col meccano? Orrore! Una bimba che pettina le bambole? Non sia mai, fermatela subito. È così che l'ideologia del gender vorrebbe educare i nostri bambini, facendo loro il lavaggio del cervello e indottrinandogli contro qualsiasi attività anche solo vagamente riconducibile a tutto ciò che rappresenta il bagaglio della nostra traduzione.

L'ultimo bastione a crollare è stato quello delle cheerleader, le majorettes made in Usa che siamo abituati a vedere esibirsi nelle competizioni sportive o nelle manifestazioni universitarie. Quelle, tanto per intenderci, che ballano e saltano con completini colorati e i pon-pon in mano.

Bene, ora una ricerca dell'Università dell'East Anglia, nel Regno Unito, ha teorizzato l'opportunità di indurre anche i ragazzi ad esibirsi come cheerleader. Secondo la professoressa Amy Pressland, riporta The Telegraph, nelle scuole vige una "illogica" segregazione per sessi - che, non c'è bisogno di dirlo, va subito abolita.

Così come bisogna abolire la "antiquata" concezione del calcio e del rugby come sport maschili e dell'hockey su prato e del netball come attività femminili. Tuttavia, osserva la Pressland, mentre in effetti c'è un aumento tra le donne che praticano sport maschili, sono ancora pochi i ragazzi che si dedicano ad attività femminili come l'allenamento da cheerleader. Così ci troveremo anche i cheerleader maschi.

Che per la verità non sono un inedito assoluto (in alcuni college americani si sono già visti): nessuno però aveva mai inserito questa figura in una campagna di rieducazione così aggressiva come quella del gender.

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