Madre denuncia insulti razzisti al figlio calciatore

Una donna brasiliana che da trent'anni vive in Italia ha denunciato insulti razzisti contro il figlio di 13 anni, militante nell'Ospedaletti, durante il derby con la Sanremese di domenica scorsa. "Negro di m..." gli avrebbe gridato un tifoso avversario

Madre denuncia insulti razzisti al figlio calciatore

“Negro di m…”: un insulto troppo pesante per essere vero e, soprattutto, per non suscitare indignazione, specie se il destinatario è un calciatore di 13 anni e l’insulto a sfondo razzista viene gridato, durante un derby di categoria Giovanissimi 2006, tra due formazioni distanti pochi chilometri: l’Ospedaletti e la Sanremese.

A scatenare il caso è la madre del ragazzo (quest’ultimo militante nell’Ospedaletti): una brasiliana, che da oltre trent’anni vive in Italia, la quale ha denunciato l’accaduto sulle pagine sportive di alcuni quotidiani locali. I fatti sono avvenuti, domenica scorsa e a proferire gli insulti razzisti, secondo il racconto del genitore, che afferma di avere un testimone, sarebbe stato un tifoso della formazione avversaria. Oggi le due società sportive hanno preso posizione.

Da una parte abbiamo, dunque, l’Ospedaletti Calcio, che prende le difese del proprio calciatore e di sua madre. "La società, la dirigenza, i calciatori e tuto lo staff dell'Ospedaletti desiderano ribadire il loro secco 'no' a ogni forma di discriminazione, di razzismo, di prevaricazione e di violenza sia fisica che verbale - è riportato in una nota degli "Orange" -. L'Ospedaletti stigmatizza questo genere di comportamenti e sempre lo farà. In merito a quanto successo qualche giorno fa e riportato da una testata online locale, la società si sta adoperando per organizzare un incontro con la famiglia del ragazzo per dare pieno sostegno e dimostrare tutto il supporto necessario a seguito di un episodio tanto spiacevole quanto fastidioso. Allo stesso tempo l'Ospedaletti è pienamente consapevole che le società sportive non possono essere considerate responsabili dei comportamenti di chi assiste a una partita sugli spalti”.

C'è, quindi, la Sanremese, che, al contrario, parla di calunnie e minaccia azioni legali per tutelare la propria immagine e in una nota afferma: "La Sanremese Calcio comunica con forza la propria estraneità ai fatti riportati e riguardanti un presunto insulto razzista rivolto ad un calciatore avversario, così come non corrisponde al vero l'affermazione secondo cui i calciatori ospiti avrebbero lasciato il campo impauriti. A dimostrazione di ciò, gli stessi ragazzi, di entrambe le squadre, una volta lasciato il campo di gioco al termine della partita, hanno trascorso insieme la serata in serenità e amicizia, al Luna Park della città dei Fiori. Circostanze, tutte queste, che siamo certi verranno confermate anche dai dirigenti dell’Ospedaletti”.

E aggiunge: “Va da sé che, pertanto, la Sanremese non potrà non tutelarsi nelle aule di giustizia sia contro chi ha riferito tali calunniose e diffamanti menzogne sia contro chi, senza alcuna preliminare verifica, ne ha dato risalto. Allo stesso tempo, confida che la Figc voglia, per davvero, fare le dovute verifiche affinché la reputazione della società venga prontamente riabilitata”. La partita, alla fine, si è conclusa con la vittoria per 2-1 della Sanremese.

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