Maltempo: la strage dei boschi, caduti 14 mila alberi

Cadendo hanno riempito la diga del Comelico, in Val Visdende. E hanno creato una delle situazioni d'emergenza più importanti delle ultime ore. Ad abbattere centinaia di piante nell'area, i violenti temporali che in queste ore hanno quasi distrutto il Veneto. Ma la strage degli alberi non ha colpito soltanto la provincia di Belluno, vicino alla grande diga, ma anche nella provincia di Vicenza. Dove a cadere sono stati 500 mila alberi.

14 milioni di alberi caduti

In tutto sarebbero circa 14 milioni, in tutto il Paese, le piante distrutte dopo la forte ondata di maltempo. Tra i più abbatuti faggi, abeti bianchi e rossi. L'ha stimato la Coldiretti insieme a Federforeste. Tra le regioni più colpite il Veneto, il Friuli e il Trentino Alto Adige. Gli esperti dicono ci vorranno almeno cento anni per tornare alla normalità. Secondo la Coldiretti, nei boschi la grande varietà di vegetali è garante della sopravvivenza di mammiferi, uccelli e rettili. Che, per il disastro, è stata sconvolta. Inoltre, la mancanza di copertura di alberi, "lascia il campo libero a frane e smottamenti, in caso di forti piogge". E, per l'associazione, non si tratta solo di un danno ambientale, ma anche economico, con importanti ripercussioni sulla filiera del legno e la perdita di numerosi posti di lavoro, in aree già complicate.

Tra le cause anche l'incuria

La Coldiretti ha sottolineato anche come il disastro sia stato causato, oltre che dalle forti raffiche di vento, anche dall'incuria e dall'abbandono: "In Italia siamo di fronte all'inarrestabile avanzata della foresta che, senza alcun controllo, si è impossessata dei terreni incolti e domina, ormai, più di un terzo della superficie nazionale, con una densità che la rende però del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione difesa e sorveglianza". L'associazione ricorda anche che la mancanza di agricoltori in grado di lavorare i terreni potrebbe aver favorito, in qualche misura, il disastro. E ha aggiunto che "per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni affinché si contrasti l'allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del terrotorio svolte dagli imprenditori agricoli e dai consorzi forestali".

Tra i danni registrati dall'associazione anche gli effetti che i nuovi paesaggi, distrutti dal passaggio dei temporali, avranno sul turismo e sulle attività legate alla raccolta dei frutti del bosco, come i funghi, in forte espansione.

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Commenti

oracolodidelfo

Sab, 03/11/2018 - 18:09

In Val di Fiemme e zone limitrofe, i boschi vengono coltivati e curati in maniera quasi maniacale, eppure la furia del vento ha sradicato 1,2 milioni di alberi. Coldiretti, di fronte a venti che soffiavano a 160km/h. cosa avrebbero potuto fare più agricoltori sul territorio?