La mamma di Nicola rivela: "Perché aveva i sandali…"

La mamma di Nicola Tanturli ha spiegato ai carabinieri cosa è successo la notte della scomparsa

La mamma di Nicola rivela: "Perché aveva i sandali…"

Ci sono ancora delle domande che attendono una risposta nella vicenda del piccolo Nicola, il bambino di due anni scomparso e poi per fortuna ritrovato sano e salvo in una scarpata nella zona del Mugello.

Dal buco di nove ore prima dell’allarme alle circa 30 ore che il piccino ha trascorso da solo senza acqua e cibo, fino alle scarpe che bimbo portava ai piedi. Proprio su quest’ultimo punto ha cercato di fare chiarezza la mamma di Nicola. Sentita durante le ricerche, la donna ha dichiarato ai carabinieri che il figlio si era addormentato nel marsupio e per questo motivo lo aveva portato nel letto matrimoniale, specificando che era vestito come poi è stato trovato: il piccolo aveva la magliettina rossa ed era senza mutande. Ai piedi indossava i sandali che, secondo il racconto della mamma, non gli sono stati tolti perché non lo si voleva svegliare.

Intanto oggi, come spiega il Corriere fiorentino, i primi accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Borgo San Lorenzo finiranno sul tavolo del pm Giulio Monferini, che ha aperto un fascicolo esplorativo sulla sparizione di Nicola.

Oltre ai sandali vi è la questione della distanza percorsa dal bimbo. Come è stato raccontato anche qui su ilgiornale.it il comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, Danilo Ciccarelli, colui che si è calato nel dirupo per portare in salvo il piccolo, ha affermato che Nicola "ha percorso almeno 4 o 5 km da quando si è allontanato da casa al punto in cui poi è stato ritrovato. Nicola è sicuramente un bambino intraprendente. Il bambino evidentemente è uscito di casa e ha cominciato a camminare, forse si è fermato più volte e più volte si deve essere di nuovo incamminato". Il militare ha fatto un appunto importante sul ritrovamento: "Ho l'impressione che il bimbo non abbia trascorso la notte nel burrone in cui lo abbiamo ritrovato, perché l'erba non era schiacciata in quel punto, cioè probabilmente lì non aveva fatto il suo giaciglio per la notte".

Non si sa se la Procura disporrà un esame riguardo alle tracce trovate in corrispondenza della porta di casa. Come sottolinea ancora il Corriere fiorentino, la Sis (la Sezione investigativa scientifica, ndr) dei carabinieri ritiene che le tracce rinvenute siano secche. Se ciò verrà confermato, allora è da escludere che quelle ferite si siano verificate il giorno della scomparsa. E, di conseguenza, quanto ha sostenuto il padre verrà considerato verosimile: in pratica il piccolo Nicola era in grado di aprire la porta da solo.

Si sta cercando di fare chiarezza sulle oltre 30 ore in cui Nicola è rimasto da solo senza cibo ed acqua. Secondo i pediatri del Meyer è possibile che un bambino di 21 mesi possa non aver mangiato e bevuto per tutto quel tempo. Allora perché non era disidratato? Una risposta ci sarebbe. Il piccolo ha bevuto molta acqua durante il trasporto in ospedale. Infine potrebbe anche essere spiegato il perché i cani molecolari non sono riusciti a fiutare tracce del bimbo. All’incirca 12 ore dopo le ricerche sono stati impegnati animali per la ricerca dei cadaveri.