Mantova, getta a terra donna e cerca di stuprarla: preso magrebino

Lo straniero aveva inizialmente pedinato la 30enne poi, dopo averla bloccata e gettata a terra, si è spogliato con l'intenzione di stuprarla. Messo in fuga, è stato catturato poco dopo e sbattuto in una cella del carcere di Mantova

Si è gettato in mezzo a una pista ciclabile di un paesino del mantovano per fermare una donna in sella alla propria bicicletta, l'ha molestata pesantemente con avances insistite e volgari e poi, dinanzi al suo rifiuto, l'ha fatta cadere a terra e si è abbassato i pantaloni, tantando di baciarla e di spogliarla.

La pronta reazione della vittima e l'arrivo sul posto del compagno hanno però posto fine ai propositi di stupro del responsabile, un marocchino di 26 anni, per fortuna successivamente catturato e sbattuto dietro le sbarre del carcere di Mantova.

Stando a quanto riferito dalla stampa locale, il grave episodio si è verificato durante la serata dello scorso giovedì 9 aprile. Sono all'incirca le ore 19:00 quando la vittima, una donna di 30 anni di età che stava percorrendo in bici una pista ciclabile, viene avvicinata da un magrebino che l'aveva già messa in allarme in precedenza a causa del suo atteggiamento strano e del fatto che la stesse seguendo con insistenza. Un timore così forte che la stessa aveva contattato telefonicamente il proprio compagno per segnalargli quella situazione di profondo disagio e di preoccupazione suscitate dalla presenza del nordafricano.

E quest'ultimo, in effetti, è entrato in azione, avvicinando la 30enne e facendole esplicite e volgari proposte indecenti, nonostante il fatto che la vittima, terrorizzata, tentasse in ogni modo di respingerlo e farlo allontanare.

Il maniaco nordafricano non ha conunque desistito, anzi: aggredita la donna, l'ha spintonata con forza a terra facendola caderre dal mezzo a due ruote e saltandole addosso. Dopo essersi calato i pantaloni, ha cercato di fare altrettanto con la sua preda, tentando anche di baciarla. Ma qui è arrivata la reazione della vittima, una reazione totalmente inattesa dal predatore africano. Prima il morso della lingua, che ha provocato dolore nel marocchino, poi l'arrivo del compagno della 30enne, una combinazione che ha messo in fuga il maniaco, corso a gambe levate verso il centro abitato.

Sul posto si sono precipitati i carabinieri del comando stazione di Guidizzolo (Mantova), che hanno raggiunto in breve tempo la coppia perchè già impegnati in un'operazione di pattugliamento del territorio per verificare il rispetto delle norme anti Coronavirus. Raccolta la testimonianza e la descrizione del responsabile, i militari lo hanno rintracciato in breve e catturato. Si tratta del marocchino Z.T., un 26enne senza fissa dimora, ora accusato del reato di violenza sessuale e subito rinchiuso dietro le sbarre del carcere mantovano di via Poma, dove attende la celebrazione del giudizio direttissimo.

Per fortuna la vittima, trasportata per un controllo all'ospedale di Castiglione delle Stiviere, non ha riportato delle conseguenze fisiche nell'aggressione subita.

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Commenti
Ritratto di cicopico

cicopico

Sab, 11/04/2020 - 14:25

GRAZIE PD.grazie 5 stelle.

Ritratto di mbferno

mbferno

Sab, 11/04/2020 - 15:39

Marocchino senza fissa dimora? Beh,ora ce l'ha,il carcere,si spera prenda li la residenza per i prossimi 10 anni almeno.

MyName

Sab, 11/04/2020 - 15:49

storia a lieto fine: la povera "risorsa" senza fissa dimora, ha ora trovato vitto/alloggio offerto generosamente da noi contribuenti...tanto in carcere c'è posto, e quando il posto finisce, ci pensano i giudici a liberarne un po'...

Malacappa

Sab, 11/04/2020 - 16:02

Preso e.........subito rilasciato e'una risorsa,

mimmo1960

Sab, 11/04/2020 - 16:24

E il governo accoglie.

ziobeppe1951

Sab, 11/04/2020 - 17:08

GRAZIE 5*....GRAZIE5*....GRAZIE 5*....

Ritratto di PollaroliTarcisio

PollaroliTarcisio

Sab, 11/04/2020 - 17:34

" I migranti sono l'elemento umano della globalizzazione, l'avanguardia del mondo futuro. Presto sarà normale nascere in un Paese, crescere in un altro, lavorare in un altro ancora. Non dobbiamo avere paura di questo. Dobbiamo aprirci al futuro. Siamo ancora un Paese provinciale." (cit. Laura Boldrini )