Mario Adinolfi lancia "La Croce", il giornale ultra-cristiano

Da oggi in edicola il foglio voluto dall'ex esponente Pd a difesa della famiglia tradizionale. Adinolfi: "Siamo a fianco dei più deboli, ispirati da Cristo"

Mario Adinolfi lancia "La Croce", il giornale ultra-cristiano

A Mario Adinolfi si può rimproverare tutto, ma non la mancanza di chiarezza. Quello che pensa, lo dice. E lo scrive. Da oggi è in edicola "La Croce", il nuovo quotidiano lanciato dall'ex esponente Pd "contro i falsi miti di progresso".

Grafica da social network, otto pagine, un euro e cinquanta il costo, temi pochi ma chiarissimi: "siamo cristiani", recita l'editoriale di Adinolfi in prima pagina. "Eterogenei, gente da trivio e quasi santi, ma cristiani". Tutto, nel giornale, sottolinea questo punto: dalle insistite pubblicità progresso per "fermare l'ideologia gender nelle scuole", agli elogi per il "fulgido" pontificato di Benedetto XVI alla scelta degli articoli: papa Francesco in Sri Lanka, la storia di un omosessuale in cerca di Dio, l'appello per un Presidente della Repubblica cristiano (la candidatura, avanzata da Costanza Miriano, è quella di Paola Bonzi, fondatrice e direttore del Centro aiuto alla vita dell'ospedale Mangiagalli di Milano).

Il solco è quello tracciato dalla Chiesa, la spada che lo difende quella de "La Croce". Della Chiesa, "La Croce" cerca di tenere insieme le varie anime. Adinolfi si rifà al "discorso di Ratisbona" di papa Raztinger (contestatissimo da chi, si disse allora, ci vedeva un attacco a Maometto e all'Islam) come punto di partenza per costruire una nuova Europa ma, significativamente, lo accompagna con una foto del pontefice tedesco che abbraccia papa Francesco. Così come vengono ricomposte le polemiche tra teologi e vaticanisti sulle scelte di papa Bergoglio: le osservazioni critiche di Vittorio Messori e Antonio Socci sono analizzate nel corsivo di Giovanni Marcotullio "Il grande dribbling dei papi". I pontefici, spiega Marcotullio con metafora calcistica, "sanno sempre stupire a far abboccare i difensori alle loro finte".

Non manca poi una pagina sportiva, dedicata alla Serie A ma senza rinunciare a qualche incursione sociologica sulla crisi del Paese, e diversi articoli di cultura, tutti incentrati sui temi etici e sulle scienze umane. La linea è quella dei prolife, "a fianco dei più deboli", il piglio combattivo. Perché, come scrive il direttore, "siamo cristiani e ci facciamo il segno della Croce e siamo ispirati dalla Persona che su quella croce è appesa". Deus vult.

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