Cronache

Mario Adinolfi: "No a Kung Fu Panda, ha una storia gender"

Il giornalista cattolico se la prende con il terzo episodio della saga animata, a breve nei cinema: "Ci sono due padri, uno biologico e uno adottivo. È un messaggio molto pericoloso"

Mario Adinolfi: "No a Kung Fu Panda, ha una storia gender"

"Kung Fu Panda fa il lavaggio del cervello gender ai bambini": l'anatema arriva da Mario Adinolfi, direttore de La Croce e candidato sindaco a Roma per la lista ultracattolica del neonato "Partito della famiglia".

A pochi giorni dall'uscita nelle sale cinematografiche del terzo episodio della saga dell'orso bianco e nero, Adinolfi pubblica su Facebook un duro attacco al cartone animato, accusato di indurre i piccoli spettatori a cedere alle lusinghe del gender: "Volete capire come si fa il lavaggio del cervello gender ai bambini? Ad esempio con il protagonista di Kung Fu Panda che ha due papà. Ne parliamo a Radio Maria ne Il Mormorio di un vento leggero" (la trasmissione condotta da Adinolfi sull'emittente radiofonica cattolica, ndr).

La colpa del film d'animazione è quella di presentare la storia di un panda - per l'appunto Kung Fu Panda - con due padri, uno biologico ed uno adottivo: un messaggio che potrebbe, secondo Adinolfi, essere letto come un attacco alla famiglia naturale.

Immediata la reazione della rete, che ha liquidato la critica di Adinolfi con ironia: "Lui è come il panda - è stato scritto - Sono entrambi animali in via di estinzione".

Il diretto interessato, però, non molla. E torna alla carica con un nuovo messaggio, in cui conferma la propria tesi: in Kung Fu Panda, scrive, "è stato utilizzato un cartone animato dal successo planetario e un personaggio simpatico a tutti i bambini e adulti del mondo, per far passare il concetto di "stepchild adoption": l'idea che che si possa crescere con due papà, uno biologico e uno adottivo, che in assenza di una mamma questa sia sostituibile da un doppione maschile. Continuo a considerare questi modelli tremendamente pericolosi, nessuno ha due papà, meno che mai un "papà adottivo" sostituisce una mamma."

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