Il Papa incontra i profughi: "Non siete soli, l'Ue vi aiuti"

Bergoglio è atterrato nell'isola greca: "Quella dei profughi è la catastrofe più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale"

Il Papa incontra i profughi: "Non siete soli, l'Ue vi aiuti"

È atterrato poco dopo le 9 del mattino nell'aeroporto di Mytilene, Papa Francesco che oggi è in visita a Lesbo, l'isola greca presa d'assalto dai migranti provenienti dalla Turchia.

"Quello di oggi è un viaggio un po' diverso dagli altri", ha detto Bergoglio ai giornalisti durante il viaggio, il 13esimo fuori dall’Italia dall’inizio del Pontificato, "Nei viaggi apostolici si fanno tante cose, c’è sempre la gioia dell’incontro. Oggi no. È un viaggio segnato dalla tristezza. Andiamo a incontrare la catastrofe umanitaria più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tanta gente che soffre, non sa dove andare, ha dovuto fuggire. Andremo anche a un cimitero: il mare. Tanta gente è annegata. Lo dico non per amareggiare ma perché il vostro lavoro possa trasmettere lo stato d’animo con cui faccio questo viaggio. Grazie di accompagnarmi, grazie tanto".

Ad accogliere il Papa c'erano Alexis Tsipras, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, l'arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia, Hieronymos, e mons. Fragkiskos Papamanolis, presidente della Conferenza episcopale greca. "Sia gli abitanti delle nostre isole che tutto il popolo greco, nonostante le difficoltà le grosse difficoltà che hanno provato con l'austerità, hanno mostrato la loro solidarietà", ha detto il premier greco, "Sono molto orgoglioso dal momento che alcuni, a nome dell'Europa cristiana, hanno creato dei muri impedendo il passaggio di persone deboli. Quindi la voglia ringraziare perché la sua visita è storica per noi e le dò il benvenuto".

Il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo ha poi ringraziato il Papa per quello che "continua a fare, come oggi, verso i profughi e le persone addolorate, i poveri e i deboli". Hieronymos ha invece parlato di quello attuale in Grecia come di un "momento critico, tanto per i problemi di economia, che non sono problemi solo della Grecia ma di tutto il mondo, tanto perchè c'è anche il problema dei rifugiati". "E per come si sviluppano le cose, questo problema è più grande di quello che possiamo sopportare", ha aggiunto l'arcivescovo ortodosso, "Perciò il nostro pensiero personale e del Santo Sinodo della Chiesa di Grecia, inviato con una lettera a tutti i leader d'Europa e soprattutto ai capi delle Chiese cristiane, è di stare insieme spiritualmente per aiutare quanti sono afflitti da questo problema".

Francesco è poi andato al campo profughi di Moria dove ha incontrato i migranti e ha pranzato con loro. Grande la gioia tra i profughi: si sentono slogan che inneggiano alla sua presenza. Tanti i bambini alle transenne che vogliono incontrare e toccare il Papa. Qualcuno scatta foto, altri lasciano lettere, messaggi. "Cari amici, oggi ho voluto stare con voi. Voglio dirvi che non siete soli", ha detto Bergoglio, "Avete fatto grandi sacrifici per le vostre famiglie. Conoscete il dolore e sono venuto qui con i miei fratelli, il patriarca Bartolomeo e l'arcivescovo Hieronimos, semplicemente per stare con voi e per ascoltare le vostre storie. Il messaggio che oggi desidero lasciarvi è non perdete la speranza! Siamo venuti per richiamare l'attenzione del mondo su questa grave crisi umanitaria e per implorarne la risoluzione. Come uomini di fede desideriamo unire le nostre voci per parlare apertamente a nome vostro. Speriamo che il mondo si faccia attento a queste situazioni di bisogno tragico e veramente disperato, e risponda in modo degno della nostra comune umanità. Possano tutti i nostri fratelli e le nostre sorelle in questo continente, come il Buon Samaritano, venirvi in aiuto in quello spirito di fraternità, solidarietà e rispetto per la dignità umana, che ha contraddistinto la sua lunga storia".